San Francesco. Mons. Betori: “Oggi c’è una pretesa di autodeterminazione senza riferimenti valoriali”

Oggi la Chiesa celebra San Francesco di Assisi, patrono d’Italia. Nella città serafica stamattina è arrivato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte che, al termine della messa, parlerà alla nazione dalla Loggia del Sacro Convento.

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Il Sindaco di Firenze ha acceso la Lampada

La Lampada Votiva a san Francesco che da 80 anni arde dinnanzi alla tomba del santo, quest’anno è stata accesa dal sindaco di Firenze, Dario Nardella, accompagnato ad Assisi da circa 50 sindaci dalla regione Toscana.

“Riportare la solennità di san Francesco d’Assisi a festa nazionale, credo che sarebbe un segno concreto di rispetto e di amore verso questa figura e verso ciò che rappresenta oggi per l’Italia. San Francesco è infatti espressione viva dell’importanza di focalizzare il nostro impegno sulla collaborazione, sul rispetto reciproco nella politica come nella vita pubblica. Per questo mi associo alla richiesta lanciata dalla sindaca di Assisi, Stefania Proietti, alle istituzioni” ha detto Nardella.

Il Sindaco di Firenze ha parlato anche del significato che ha per la Toscana questo gesto: “E’ un’occasione – ha affermato – di profonda riflessione sui valori laici e spirituali che sono alla base della storia del nostro Paese e delle nostre istituzioni. Io vengo da una città come Firenze che ha sempre coltivato il dialogo tra cultura e spiritualità, tra laicità e religione, e non ha mai fatto mistero della rilevanza pubblica della fede. Accendere la lampada significa che vogliamo tenere accesa la sua testimonianza”.

Il Sindaco ha poi sottolineato come “le manifestazioni di giovani in tutto il mondo, a sostegno dell’ambiente, permettano di comprendere quanto sia attuale il messaggio di san Francesco e quanto sia necessario cambiare radicalmente i nostri stili di vita, il nostro modo di produrre beni e servizi”. “Vi è un forte legame – ha concluso – tra le celebrazioni del santo e la fase che sta vivendo la politica in Italia e negli altri stati rispetto alle sfide ambientali”.

L’omelia di mons. Betori

Mons. Betori durante l’omelia

La celebrazione è stata presieduta dall’arcivescovo metropolita di Firenze, mons. Giuseppe Betori.

“Il volto di Gesù è simile a quello di nostri tanti fratelli umiliati, resi schiavi. San Francesco scoprì il volto di Cristo nel volto dei lebbrosi. Su questa capacità di incrociare lo sguardo dei poveri si gioca la credibilità della nostra Chiesa e del nostro Paese” ha detto l’Arcivescovo di Firenze nell’omelia della messa che ha celebrato al Sacro Convento d’Assisi.

“Il problema non è chi sia il mio prossimo, ma di come io debba farmi prossimo a tutti fino al più lontano”, ha aggiunto il porporato. Citando le parole dei vescovi italiani di 18 anni fa sulla necessità di ripartire dagli ultimi, il cardinale ha ricordato che “la dimensione comunitaria è parte integrante della conformazione di una vita a Cristo a fronte della frammentazione che caratterizza questo tempo, dividendo popoli e gruppi sociali, famiglie e la stessa dimensione personale in un’affannosa ricerca di ciò che ci distingue per oscurare ciò che ci unisce”.

“Il legame comunitario necessita, però, che nessuno pretenda di asservire il fratello, ma lo accolga con amore”, ha ammonito. Soffermandosi sulle “pretese dell’uomo oggi, di autonomia di svincolata libertà”, il card. Betori ha segnalato come “abbia condotto alle secche della frantumazione sociale fino alla contraddizione di uno sviluppo che si è tramutato in crisi economica”.

“Su questa strada si collocano le minacciose nubi generate soprattutto ai confini della vita da una pretesa di autodeterminazione senza riferimenti valoriali e senza legami sociali”. Infine, l’appello alla minorità che “non va confuso con il venir meno della presenza della Chiesa nella società, non significa ritirarsi in un’ambigua interiorità narcisistica. Al contrario, quell’appello è il presupposto di una presenza più efficace”.

Il programma del pomeriggio

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Nel pomeriggio arriverà ad Assisi il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Sarà ad Assisi alle 16 per i Vespri Pontificali nella Basilica Inferiore di San Francesco presieduti da mons. Augusto Paolo Lojudice, Arcivescovo di Siena-Colle di Val D’Elsa-Montalcino. A seguire parteciperà alla processione alla Basilica superiore e alla benedizione, all’Italia e al mondo, con la Chartula: l’autografo di San Francesco contenente la preghiera “Le lodi di Dio Altissimo” e la benedizione a Frate Leone.