Si torna a messa. Bassetti celebra il 18. Ecco le istruzioni della Curia perugina

Il primo giorno in cui si potrà tornare a celebrare con il popolo, lunedì 18 maggio, il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti presiederà la celebrazione eucaristica delle ore 18, nella cattedrale di San Lorenzo di Perugia, nel giorno del centenario della nascita di san Giovanni Paolo II (1920-2020).

Il ritorno alla celebrazione dell’Eucarestia con la partecipazione del popolo in questi gironi è preparato con incontri e strumenti che la Diocesi mette a disposizione delle parrocchie.
«Siamo da alcuni giorni al lavoro insieme alla Commissione liturgica per permettere ai fedeli delle oltre 140 parrocchie della nostra comunità diocesana, seppur in numero limitato, di partecipare alle celebrazioni eucaristiche, a partire dal prossimo 18 maggio”, spiega il vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve mons. Marco Salvi.
Il risultato del lavoro sono le “Indicazioni di Curia” (scarica qui il testo) che esplicitano in termini molto pratici le disposizioni contenute nel Protocollo siglato tra il Ministero dell’Interno e la Cei).

Capienza e norme da rispettare.

Uno degli aspetti pratici è quello del “distanziamento”. I tecnici hanno calcolato che chiese con ampie aule liturgiche, quali, per esempio, la chiesa di Castel del Piano e quella di Santa Lucia, potranno ospitare dai 270 ai 320 fedeli, inclusi i celebranti e i volontari addetti all’accoglienza, mentre la cattedrale di San Lorenzo e la basilica di San Domenico possono accogliere rispettivamente un massimo 550 e 700 fedeli.

I parroci saranno responsabili dell’organizzazione e quindi anche del calcolo del numero massimo di presenze. “Il parroco dovrà fare rispettare un metro e mezzo di distanza tra un fedele e l’altro anche al momento della comunione che sarà distribuita – spiega mons. Salvi – con guanti monouso senza venire a contatto con le mani dei fedeli ed indossando la mascherina che copra naso e bocca”. Non si terrà lo scambio della pace, le acquasantiere resteranno vuote, non ci sarà né il coro né sussidi cartacei per la liturgia.

E non ci sarà il termoscanner ma ai fedeli è chiesta grande responsabilità e restare a casa se dovessero aver avuto contatti con malati Covid19, sintomi influenzali o febbre anche solo 37,5.

Indicazioni e formazione

Dallo scorso fine settimana il vescovo ausiliare sta incontrando i parroci delle sette Zone pastorali dell’Archidiocesi per illustrare loro il cronoprogramma degli adempimenti. «A ciascun parroco, quale legale rappresentante della parrocchia – evidenzia mons. Salvi –  è stata consegnata copia del protocollo Ministero-Cei, esortandolo ad ottemperare alle prescrizioni contenute».

È stato organizzato anche un incontro online per istruire i volontari nei compiti di igienizzazione degli ambienti e degli oggetti e nell’accoglienza-verifica del rispetto delle norme di sicurezza da parte dei fedeli, ed ha predisposto due tipi di manifesto-avviso: uno con le indicazioni-avvertenze per la partecipazione alla messa e l’altro, redatto insieme alla Commissione liturgica diocesana, con le indicazioni relative alla celebrazione dei sacramenti del battesimo e della prima comunione (escluso quello della cresima, sospeso fino ad ottobre) e delle esequie.

Inoltre il parroco dovrà “assicurarsi che non vi sia assembramento di persone nel sagrato e in sacrestia”.
Potranno cambiare molte abitudini ed usi. Dalle celebrazione della messa all’aperto se la chiesa fosse tropo piccola, alla raccolta delle offerte che potranno essere lasciate in “appositi contenitori collocati agli ingressi o in altro luogo ritenuto idoneo”.

Si consiglia, inoltre, di celebrare battesimi e matrimoni “preferibilmente” al di fuori delle messe di orario per evitare assembramenti, cosa comunque raccomandata per il rito delle esequie

Nelle “Indicazioni di Curia” una raccomandazione anche per le messe in diretta streaming ampiamente utilizzate nei mesi del lockdown. Si raccomanda che sia considerato “uno strumento solo suppletivo rispetto alla partecipazione reale e diretta” ed in ogni caso si curi che sia dignitosa, secondo le prescrizioni dei libri liturgici, e seguendo il protocollo e le presenti indicazioni.

R. L. – M. R. V.

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