Sobrietà e concretezza

“Abbiamo seguito con trepidazione e preoccupazione gli sviluppi della recente crisi politica, ben sapendo che l’Italia ha bisogno di unire le forze per affrontare le pesanti, persino tragiche, ricadute della pandemia da Covid-19”.

Inizia con queste parole il messaggio di auguri, più appassionato che rituale, che il card. Gualtiero Bassetti ha rivolto al nuovo presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi. L’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve ricorda al professore che già a fine gennaio ai Vescovi italiani aveva parlato dell’emergenza come causa di molteplici “fratture”: sanitarie, sociali, economiche, educative.

Una scintilla che ha incendiato l’Italia e il mondo intero, generando nuove e diffuse povertà. Il presidente della Cei segnala al nuovo primo ministro la necessità di fare attenzione alle persone e alle famiglie “maggiormente segnate dalla sofferenza, dalla precarietà e dalla crisi economica”.

Come giustamente sottolinea il cardinale Bassetti, la Chiesa italiana mostra di apprezzare l’orizzonte politico europeo del nuovo Governo, lo sguardo rivolto alla solidarietà tra le Nazioni, la pace, lo sviluppo sostenibile e la giustizia sociale. Una linea che mostra continuità – evidenzia il Cardinale – con i precedenti incarichi di Mario Draghi e che traspare dalle sue prime parole di questi giorni: sobrie, nitide e concrete.

La nostra speranza è che …

Ora, la speranza è quella che le varie forze politiche che si sono messe a disposizione del presidente del Consiglio lo facciano con sincerità e con altrettanta concretezza.

Non con l’atteggiamento di chi oggi mostra disponibilità e responsabilità nei confronti del nuovo Governo, salvo poi – domani – considerare Draghi il capro espiatorio per tutti i “mali” del nostro Paese, appena torna a soffiare il vento di una prossima consultazione elettorale.

All’Italia non servono “cavalli da corsa” quando si aprono le urne. Tutti noi abbiamo bisogno di chi tira il “carretto”, anzi questo fardello pesantissimo, adesso. E i cattolici italiani sono pronti, a tutti i livelli, a fare la loro parte. “La Chiesa che è in Italia – conclude gli auguri il card. Bassetti – sarà un interlocutore attento e collaborativo, come sempre avvenuto, nel rispetto delle reciproche competenze”.

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