Spettacolo teatrale mariano a La Bruna

Novità alla festa della Madonna nella frazione di Castel Ritaldi

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Il 6 giugno Castel Ritaldi celebra la festa della Madonna della Bruna. Per l’occasione, quest’anno, l’oratorio “Gio&Greg” ha voluto ricreare il miracolo dipinto da Tiberio d’Assisi all’interno del santuario della frazione, mettendo in scena una rappresentazione teatrale in un unico atto dal titolo “Maria vuole essere venerata qui”. È così che, domenica 5 giugno, alle 21, in piazza Partigiani a La Bruna, ci sarà un breve concerto introduttivo con musiche di vario genere della banda di S. Cecilia di Castel Ritaldi, a cui seguirà, alle 21.30, lo spettacolo nel quale interverrà lo stesso complesso. Lunedì 6, poi, giorno della festa, alle 20.30, ci sarà la celebrazione eucaristica nel santuario della Madonna Bruna, presieduta dall’arcivescovo mons. Renato Boccardo e, al termine, la processione in onore della Vergine. La rappresentazione teatrale è sicuramente la novità della festa di quest’anno, ma non solo: rappresenta un punto importantissimo per l’oratorio, che riprende così a pieno la sua attività, dopo l’unione delle attività parrocchiali di Castel Ritaldi e Castel S. Giovanni, come ci racconta Romina Ciri, la regista dello spettacolo.“In Castel Ritaldi, dopo un periodo piuttosto critico, è ripartita l’attività dell’Oratorio che i ragazzi insieme con gli animatori, hanno voluto chiamarlo Oratorio ‘Gio&Greg’ ricordando così l’unità esistente tra le due parrocchia presenti nel paese: quella di San Gregorio in Nido e quella di San Giovanni Battista”. “In realtà – prosegue – le attività oratoriali sono ripartite in punta di piedi già da qualche mese dopo un periodo di stasi con il ‘pretesto’ di realizzare una rappresentazione teatrale sulla storia del miracolo della Madonna Bruna avvenuto oltre 500 anni fa. Da tempo infatti serpeggiava la volontà tra genitori e ragazzi di riavviare l’esperienza oratoriale e gli animatori non si sono fatti scappare questa allettante occasione. Così si sono rimboccati le maniche dialogando non solo con i diretti interessati ma anche con il contesto che li circonda. Con i primi hanno cercato innanzitutto di far sentire loro il mondo-oratorio personalizzando le strutture, scegliendo il nome ed il logo. Con il secondo hanno coinvolto nel progetto teatrale figura esterne della parrocchia, e non solo, che presentavano delle competenze tecniche necessarie alla realizzazione del progetto. Fin da subito l’oratorio ha espresso ciò che vuole essere: uno strumento e metodo per la formazione umana e cristiana delle giovani generazioni; una comunità che educa all’integrazione tra fede e vita; un luogo aperto a tutte le persone; un soggetto che si relaziona e comunica con l’esterno nella comunità cristiana, nella rete sociale ed istituzionale del proprio territorio”. “Dai primi riscontri – conclude – l’impostazione è stata ben accolta. L’avventura oratoriale è una scommessa piena di insidie e faticosa, soprattutto nel mondo in cui stiamo vivendo, ma entusiasmante che vale la pena affrontare; si nutre di poche cose come un sorriso di incoraggiamento, l’unione tra i collaboratori, l’approccio spumeggiante dei giovani”.

AUTORE: R. C.