“Subentri l’amore”

Marcia della pace. I momenti salienti e i temi portanti dell’iniziativa nel 50° anno dalla sua nascita, con i messaggi del Papa e del Presidente della Repubblica

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Ma quanti erano in marcia da Perugia ad Assisi? C’è sempre un balletto di numeri quando si tiene un’iniziativa in cui sono annunciati tanti rappresentanti di associazioni, movimenti e istituzioni: secondo gli organizzatori della Tavola della pace circa 200 mila persone, ma le presenze sono state probabilmente inferiori, intorno ai 50 mila, vista anche la velocità con la quale i marciatori hanno lasciato Assisi dopo la manifestazione. In una marcia, rispetto al passato, poco frequentata dai politici – tra cui Niki Vendola e Rosy Bindi -, Benedetto XVI ha inviato un breve messaggio, letto dal vescovo di Assisi, mons. Sorrentino, in occasione della sosta della Marcia sul piazzale della basilica di San Francesco. “Sincero apprezzamento per la significativa manifestazione, volta a richiamare l’universale valore della pace nel rispetto dei diritti e dei doveri di ciascuno”, è stato espresso dal Pontefice, che ha rivolto il suo “cordiale saluto a tutti i partecipanti” alla Perugia-Assisi. Benedetto XVI ha assicurato la sua preghiera perché “sull’esempio luminoso di Francesco, in ogni parte del mondo, all’odio subentri l’amore”. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione del meeting dei “1.000 giovani per la pace” che ha aperto a Bastia Umbra le iniziative dedicate al 50° anniversario della Marcia, aveva inviato al coordinatore nazionale della Tavola della pace, Flavio Lotti, un messaggio nel quale è stato ricordato che l’incontro “si arricchisce anche del prezioso contributo dei ragazzi provenienti dai Paesi arabi della sponda sud del Mediterraneo attraversati, negli ultimi mesi, da vasti sommovimenti”. Ha auspicato, inoltre, che “le loro legittime aspettative di libertà, di legalità e democrazia si realizzino pienamente, senza ulteriori sacrifici di vite umane”. Il Capo dello Stato aveva poi sottolineato che “i tanti ragazzi, appartenenti a diverse nazionalità, culture e religioni, che hanno aderito alla Marcia e agli appuntamenti ad essa correlati, confermano la profonda aspirazione delle giovani generazioni a costruire un futuro fondato su principi di libertà, tolleranza e giustizia sociale in grado di garantire la pacifica coesistenza tra i popoli”. C’è stato spazio, per i francescani del Sacro Convento, attraverso il custode padre Giuseppe Piemontese “in nome di san Francesco”, per chiedere la liberazione del collaboratore di Emergency, Francesco Azzarà, rapito in Africa da una quarantina di giorni. Alla Marcia della pace, tra i tanti cartelli a favore di popoli abbandonati o dimenticati (Siria, Congo, l’etnia Tamil), erano presenti alcune bandiere No-Tav, per protestare contro la realizzazione dell’Alta velocità in Piemonte.

AUTORE: Romano Carloni