Sulla nave… lassù c’è il Papa

SINODO DEI VESCOVI. Dal “nostro inviato“ don Saulo Scarabattoli

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Don Saulo Scarabattoli con Papa Francesco nell’Aula del Sinodo

Come “raccontare” il Sinodo? Dopo l’immagine del treno, l’immagine di oggi ci viene, anche se non proprio direttamente, dal Vangelo.

Ricordate quando Gesù, quella volta che la folla era così tanta sulla spiaggia del “mare di Galilea”, chiede di salire nella barca di Pietro, il pescatore di Betsaida?

E quando, un’altra volta, i discepoli stanno facendo la traversata del lago, scoppia una grande tempesta tale che quasi la loro piccola barca affondava. Gesù dormiva (che vorrà dire questo “sonno”, impossibile in mezzo a un uragano?).

La Chiesa, questa barca a volte nella tempesta, ma sicura della presenza del Signore, anche se a volte così silenziosa (“Signore, non ti importa che moriamo?”).

Il Sinodo: la Chiesa come questa nave (aggiorniamo le dimensioni!) che attraversa gli oceani. Il Papa, come nocchiero, ha chiamato 268 vescovi da tutto il mondo (più noi due parroci: 270 Padri sinodali), per essere aiutato a scrutare l’orizzonte.

Intanto, nella nave, “passeggeri” – famiglie – con tutte le situazioni della vita: gente “normale” che vive e lavora “sopra coperta”, e anche gente malata o in difficoltà, fino a persone costrette a vivere (o appena a sopravvivere) sotto, nella stiva della nave.

Si può far finta di niente? Si può continuare la navigazione senza pensare a loro? Per chi è fatta la nave, se non per condurre “al porto” proprio queste persone?

Ecco allora che il Papa ha chiesto ai vescovi del mondo di aiutarlo. Ognuno che è venuto ha portato la storia della sua gente. Ognuno che è venuto, sicuramente sta riflettendo profondamente. Ognuno ha le sue convinzioni e il suo angolo di visuale, e lo racconta con sincerità. Ecco perché, alcune volte, le proposte degli uni sono diverse da quelle degli altri.

Come decidere allora? Quale orientamento assumere? Quale direzione prendere?

Il Papa ascolta (nel profondo: vederlo, durante il Sinodo, attento a non perdere nessuna nostra parola, con l’auricolare per la traduzione simultanea…).

Alla fine, accetta addirittura la votazione che viene fuori (placet / non placet). Dei 94 articoli che costituiscono la Relazione finale, ben 91 sono stati approvati a grande maggioranza. Gli altri 3, invece, quelli più delicati (il titolo giornalistico è “la comunione ai divorziati risposati”, ma il tema è molto più profondo e complesso, lo intuite), sono stati accettati ma per pochissimi voti! Uno in particolare è stato accolto da 178 Padri (il quorum era 177), mentre 80 hanno detto di no.

E lo avranno detto sinceramente, penso!

Che fare? In questa nave, sul punto più alto di osservazione (pensiamo, nei velieri antichi, a quella specie di struttura per la vedetta, in altro sopra le vele), c’è il Papa. Il Papa che vede più lontano di tutti, oltre ogni orizzonte, che vede quello che non si può percepire dalla tolda della nave dove viaggiano i vescovi convocati a Roma.

“Tu conferma i tuoi fratelli” dice Gesù a Pietro. Lo sta dicendo a Papa Francesco. E allora guardiamo a lui e ci fidiamo di lui.

La nave continua la traversata. Il Sinodo si è concluso, i vescovi (e noi parroci) siamo tornati tra la nostra gente. Ma il nocchiero non abbandona il suo posto, in alto… illuminato dallo Spirito santo.

Grazie, Papa Francesco!