Terra costellata di eremi, monasteri e conventi

ANNO DELLA VITA CONSACRATA. Panoramica sull’Umbria. Oltre 2.000 le persone con voti nel territorio regionale

Tempo di lettura: 160 secondi

suore-religiosiSfogliando la Guida regionale delle diocesi dell’Umbria, viene in evidenza il peso che hanno i religiosi e le religiose nella vita ecclesiale. Un centinaio di pagine della Guida infatti sono dedicate alle parrocchie, mentre 63 pagine sono dedicate alle comunità religiose.

L’Umbria in ogni secolo ha generato schiere di martiri e di santi che hanno fondato o hanno rese vive le Chiese locali. Ma l’Umbria è stata anche una terra fertile per aver dato i natali a uomini e donne che, guidati dallo Spirito e in piena fedeltà al Vangelo, hanno suscitato originali forme di vita comunitaria e carismi che hanno abbellito non solo le comunità cristiane locali ma la Chiesa intera.

Solo per citare qualche nome, troviamo che l’Umbria ha dato i natali a san Benedetto e a san Francesco che, coniugando un cammino di santità al maschile, hanno fatto sorgere percorsi di santità che hanno invaso il mondo. Di origini umbre o vissute a lungo nella regione sono anche molte donne: santa Scolastica, sorella di Benedetto, santa Chiara di Assisi, santa Angela da Foligno, santa Chiara di Montefalco, santa Rita da Cascia, santa Veronica Giuliani, la beata Madre Speranza, e una grande schiera di altre sante e beate che hanno ispirato arditi cammini di santità al femminile.

Le comunità religiose sono disseminate capillarmente su tutto il territorio delle 8 diocesi della Regione ecclesiastica umbra. Massiccia naturalmente la presenza delle comunità francescane, sia maschili che femminili. Ma troviamo numerose presenze anche di altre Ordini e istituti.

Solo per citare qualche dato. Troviamo in Umbria la presenza di 230 fra eremi, monasteri di clausura e conventi femminili. Alcune comunità sono composte da 3 o 4 religiose, altre anche da decine di consacrate. In tutto il territorio regionale vi sono 1.575 consacrate.

Le comunità religiose maschili sono invece 91. Anche le comunità maschili sono suddivise in eremi, monasteri, conventi e numerose parrocchie. I religiosi, molti provenienti da altre regioni o da altre nazioni, sono complessivamente 599. La stragrande maggioranza sono anche presbiteri, inseriti quindi nei presbitèri diocesani e a servizio delle attività pastorali delle diocesi.

Di recente sono sorte nella Regione anche nuove comunità, circa 26, composte da consacrati laici che generalmente sono stati riconosciuti e posti sotto la giurisdizione dei Vescovi locali.

Tra le presenze più significative animate dai religiosi, in Umbria non possiamo non citarne alcune. In Assisi il Sacro Convento e la basilica papale di San Francesco, il convento della Porziuncola e la basilica papale di Santa Maria degli Angeli, il protomonastero delle Clarisse e la basilica di Santa Chiara e tutti gli altri santuari francescani.

Nella diocesi di Orvieto-Todi il santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza e la basilica di Santa Cristina a Bolsena. Il Sacro Speco di Narni e la basilica di San Valentino nella diocesi di Terni. I santuari di Santa Rita da Cascia e della Madonna della Stella nella diocesi di Spoleto. Il santuario di Canoscio e il monastero di Santa Veronica a Città di Castello.

La storica abbazia di Sassovivo e il santuario della Santa Angela da Foligno nella omonima diocesi. La chiesa di San Francesco a Gubbio. La storica abbazia di San Pietro, il convento di Monteripido e altre significative opere caritative e sociali nella diocesi di Perugia – Città della Pieve.

AUTORE: Padre Egidio Canil coordinatore della Commissione vita consacrata della Ceu