Trafitto d’amore

QUARESIMA: messaggio del Papa

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Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto’: queste parole del Vangelo di Giovanni sono state scelte da Benedetto XVI come titolo del messaggio per la Quaresima 2007.’L’amore di cui Dio ci circonda è senz’altro agape’, afferma il Papa, perché ‘tutto ciò che l’umana creatura è ed ha è dono divino’. Ma ‘l’amore di Dio è anche eros’: infatti, ‘nell’Antico Testamento il Creatore dell’universo mostra verso il popolo che si è scelto una predilezione che trascende ogni umana motivazione’. Ricordando come il profeta Osea esprima questa passione ‘con immagini audaci’ ed Ezechiele, parlando del rapporto di Dio con il popolo d’Israele, utilizzi ‘un linguaggio ardente e appassionato’, Benedetto XVI osserva: ‘Questi testi biblici indicano che l’eros fa parte del cuore stesso di Dio: l’Onnipotente attende il sì delle sue creature come un giovane sposo quello della sua sposa’. Malgrado ciò, ‘fin dalle sue origini l’umanità, sedotta dalle menzogne del Maligno, si è chiusa all’amore di Dio, nell’illusione di una impossibile autosufficienza’. Di fronte a quest’atteggiamento, però, ‘Dio non si è dato per vinto, anzi il no dell’uomo è stato come la spinta decisiva che l’ha indotto a manifestare il suo amore in tutta la sua forza redentrice’. Il mistero della Croce. ‘È nel mistero della Croce – spiega il Papa – che si rivela appieno la potenza incontenibile della misericordia del Padre celeste’; infatti, ‘per riconquistare l’amore della sua creatura, Egli ha accettato di pagare un prezzo altissimo: il sangue del suo Unigenito Figlio’. In questo modo, la morte ‘si è trasformata nel supremo atto di amore e di libertà’. A giudizio di Benedetto XVI, ‘nella Croce si manifesta ‘l”eros’ di Dio per noi. Eros è infatti – come si esprime lo Pseudo Dionigi – quella forza che non permette all’amante di rimanere in se stesso, ma lo spinge ad unirsi all’amato. Quale più folle eros di quello che ha portato il Figlio di Dio ad unirsi a noi fino al punto di soffrire come proprie le conseguenze dei nostri delitti?’. Per il Pontefice ‘Cristo trafitto in croce’ è ‘la rivelazione più sconvolgente dell’amore di Dio, un amore in cui eros e agape, lungi dal contrapporsi di illuminano a vicenda’; sulla croce ‘è Dio stesso che mendica l’amore della sua creatura: Egli ha sete dell’amore di ognuno di noi’. San Tommaso riconobbe Gesù come ‘Signore e Dio’ quando mise la mano nella ferita del suo costato: ‘Non sorprende – dichiara il Papa – che, tra i santi, molti abbiano trovato nel cuore di Gesù l’espressione più commovente di questo mistero di amore’. ‘Si potrebbe addirittura dire che la rivelazione dell’eros di Dio verso l’uomo è l’espressione suprema della sua agape’. In realtà, chiarisce il Papa, ‘solo l’amore in cui si uniscono il dono gratuito di sé e il desiderio appassionato di reciprocità infonde un’ebbrezza che rende leggeri i sacrifici più pesanti’. Cammino di conversione. Se, poi, ‘la risposta che il Signore ardentemente desidera da noi è innanzitutto che noi accogliamo il suo amore e ci lasciamo attrarre da Lui’, accettare il suo amore ‘non basta’: ‘Occorre – avverte Benedetto XVI – corrispondere a tale amore ed impegnarsi a comunicarlo agli altri: Cristo mi attira a sé per unirsi a me, perché impari ad amare i fratelli con il suo stesso amore’. Il Santo Padre invita, quindi, a guardare ‘con fiducia al costato trafitto di Gesù da cui sgorgano sangue e acqua’, che i Padri della Chiesa hanno considerato ‘simboli dei sacramenti del Battesimo e dell’Eucaristia’. ‘Nel cammino quaresimale – dice Benedetto XVI – siamo esortati ad uscire da noi stessi per aprirci in un confidente abbandono, all’abbraccio misericordioso del Padre’, ma bisogna vivere la Quaresima anche ‘come tempo eucaristico, nel quale, accogliendo l’amore di Gesù, impariamo a diffonderlo attorno a noi con ogni gesto e parola’. Insomma, ‘contemplare Colui che hanno trafitto ci spingerà ad aprire il cuore agli altri riconoscendo le ferite inferte alla dignità dell’essere umano’; in particolare, ‘ci spingerà a combattere ogni forma di disprezzo della vita e di sfruttamento della persona e ad alleviare i drammi della solitudine e dell’abbandono di tante persone’. Di qui l’invito del Papa: ‘La Quaresima sia per ogni cristiano una rinnovata esperienza dell’amore di Dio donataci in Cristo, amore che ogni giorno dobbiamo ridonare al prossimo, soprattutto a chi più soffre ed è nel bisogno’.