Trasferimento a Monte Morcino della scuola diocesana di teologia

Tra le novità di quest'anno la formazione permanente per gli insegnanti di religione

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Importanti novità per la Scuola diocesana di teologia “Leone XIII” nel suo ventiduesimo anno di corso. La più evidente, forse, è la nuova sede: da martedì 21 novembre, infatti, i corsi non si terranno più nelle sale parrocchiali di S. Donato all’Elce, ma nei nuovi locali di Monte Morcino. “Un po’ ci dispiace – dice padre Rino Bartolini, che ha diretto la Scuola fin dal 1979, anno della fondazione, e che da quest’anno ha assunto la figura di ‘preside’ – perché siamo affezionati alla parrocchia dell’Elce. Siamo stati accolti da don Nazzareno Bartocci, ben ventidue anni fa, e poi da don Angelo Marchesi, che ci hanno sostenuto ed aiutato in tutto e per tutto”. Indubbiamente la necessità di una nuova sede è notevole, visto che con il numero degli studenti crescono anche le necessità logistiche (aule, parcheggio…). Ecco allora la soluzione di utilizzare gli spazi rimessi a nuovo del vecchio seminario arcivescovile, dotato di un ampio parcheggio. Pur essendo una novità evidente, il cambio di sede non è la più sostanziale. Fin dall’inizio dei corsi per l’anno 2000-2001, infatti, la Scuola ha visto un approfondimento dei programmi, “perché con l’Arcivescovo – spiega padre Rino – abbiamo puntualizzato un po’ le cose. C’è il triennio normale al termine del quale rilasciamo sempre il diploma diocesano di teologia a quelli che hanno frequentato tutti i corsi e sostenuto gli esami relativi; e, da quest’anno, – continua il Preside della Scuola – c’è un quarto anno, voluto dall’Arcivescovo, obbligatorio per coloro che hanno ricevuto o sono in cammino per ricevere il diaconato permanente, e aperto anche a tutti i diplomati. E’ un anno ‘speciale’ perché si affrontano temi più a livello pastorale, tipo la morale della coppia, i problemi della famiglia, ma anche la storia della Chiesa umbra e perugina”. Sono state inserite, in questo anno speciale, anche delle ‘finestre’ su alcuni problemi pastorali come quello della droga, del mondo del lavoro, della solidarietà nelle strutture diocesane e del come vivere la liturgia. Non si terranno, invece, almeno per questo anno, quelli che erano i seminari di studio. Saranno, però, ripresi l’anno prossimo perché dopo il diploma sarà prevista comunque una certa formazione permanente. “La terza novità è che quest’anno c’è una direttrice nuova – spiega ancora padre Bartolini – suor Roberta Vinerba, della parrocchia di Prepo. La Scuola, da quest’anno, ha assunto l’impegno di aiutare il Centro diocesano per l’evangelizzazione nella formazione permanente degli insegnanti di religione nelle scuole statali, perciò c’è bisogno di più forze: suor Roberta prenderà in mano la Scuola di Teologia come direzione, mentre io, come preside, mi occuperò più della programmazione del tutto”. Anche questa collaborazione tra Scuola di teologia e Ufficio insegnanti di religione cattolica (settore del Cde) è un’iniziativa di notevole importanza: la formazione permanente per i docenti di religione e per gli insegnanti delle scuole materne ed elementari idonei per l’insegnamento della religione cattolica (‘riqualificazione’, in termini ministeriali), è prevista dalla stessa riforma scolastica del Ministero della pubblica istruzione. Sono stati avviati, così, già dal 25 settembre scorso, a Monte Morcino, i corsi che si svolgono il lunedì a seconda della categoria: per le scuole materne ed elementari e per le scuole medie e superiori. Sono circa 110 i docenti iscritti ai corsi di Cristologia, Antropologia, e a corsi più specifici sui nuovi programmi della Religione e sul nuovo profilo del docente di religione. “Sono corsi individuati appositamente per loro – dice ancora il Preside – dopo un’inchiesta effettuata tramite questionari, considerando le tematiche che sentivano il bisogno di approfondire”. Il 22 gennaio è prevista la chiusura di questi corsi con un pomeriggio al quale è stato invitato mons. Vittorio Bonati, direttore del settore Irc dell’Ufficio catechistico della Cei.

AUTORE: Francesca Acito