Tre libretti che fanno discutere

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Tre libretti che fanno discutere sono al centro dell’attenzione degli educatori e dei responsabili dei programmi scolastici, e in generale di tutti coloro che a qualunque titolo sono chiamati a operare nella vita civile della collettività.

Tra questi ci sono educatori e genitori cattolici, i laici difensori della tradizione culturale maggioritaria dell’umanità, preti, vescovi, religiosi, suore e via dicendo. Ma che libretti sono? Qualche decennio fa c’era il libretto rosso di Mao… Quelli di adesso, se li vedi, sembrano del tutto innocenti e, se li leggi, del tutto suadenti. Insegnano a rispettare chi è diverso, riferendosi non al colore della pelle o altro ma alla omosessualità, in modo da evitare l’omofobia.

Questo deve essere insegnato ai bambini della scuola primaria fino alle superiori con insegnamenti appropriati e secondo un progetto rispondente a una “strategia nazionale antiomofobia”, affidato per decreto legge dal governo Letta a 29 associazioni Lgbt (lesbico gay bisessuale transessuale) finanziato con 10 milioni di euro. Non è qui il luogo per discutere adeguatamente della questione, di cui abbiamo già trattato e trattiamo anche in questo numero.

Desidero solo segnalare che la grande maggioranza del mondo cattolico non è d’accordo con questa iniziativa, e lo ha detto in varie occasioni. Se ne è fatto portavoce a livello nazionale anche il card. Bagnasco, presidente della Cei, che ha chiesto ai politici di porre rimedio a questa sciagurata iniziativa ritirando i libretti. Sciagurata perché considerata lesiva del diritto delle famiglie di intervenire sull’educazione dei figli in materia di educazione sessuale. Scrivo questo perché il 26 marzo il Fatto quotidiano, in Cronaca, con tanto di foto, fa una critica radicale a Bagnasco che “ignora la laicità dello Stato” e vorrebbe che si gettassero al rogo i libretti, che secondo il redattore dell’articolo servono a rendere i figli più moderni dei loro padri e capaci di evitare ogni forma di discriminazione.

Ora, senza entrare nella polemica, mi pare di dover rivendicare il diritto di Bagnasco, come dei cattolici e di tutti gli uomini liberi, di esprimere le loro opinioni e le loro valutazioni morali. Lo Stato con sistemi democratici potrà fare le sue leggi, esigendo il rispetto della legalità, non potrà però impedire che i cittadini esprimano opinioni diverse e valutazioni anche contrastanti. Nel caso poi che si addivenga a forme di costrizione, non potrà impedire che si possa ricorrere all’obiezione di coscienza.

Non è la prima volta che i cattolici – insieme a cittadini dal pensiero non vincolato a interessi di parte o ideologie devastanti, come è avvenuto in maniera eclatante e tragica per il nazismo e il comunismo – si trovino all’opposizione e usino tecniche di boicottaggio delle leggi che considerano ingiuste, pur con i rischi che tutti conosciamo. Il tema dell’educazione è stato sempre un tema forte e decisivo per i cristiani, e su di esso si sono svolte le battaglie culturali più famose della storia, che oggi, in tempi di dialogo, sarebbero anacronistiche e potrebbero essere risolte con la scienza e la sapienza, con la buona volontà scevra da interessi di lobby precostituite o di ideologie autoreferenziali, nella comune ricerca del bene della persona e della società.

AUTORE: Elio Bromuri

1 COMMENT

  1. .. c’è un altro libretto che educatori e responsabili di programmi scolastici dovrebbero leggere, li farebbe riflettere: “La bellezza educherà il mondo”
    di Jorge Mario Bergoglio – Francesco.

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