Umbria, riforma elettorale: l’opposizione “lascia”

REGIONE. L’opposizione abbandona i lavori sulla riforma elettorale

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Raffaele Nevi (Forza Italia) e Andrea Lignani Marchesani (Fratelli d’Italia) in Consiglio regionale
Raffaele Nevi (Forza Italia) e Andrea Lignani Marchesani (Fratelli d’Italia) in Consiglio regionale

In Senato si consuma la lotta interna al Pd. Ma anche in Forza Italia per l’approvazione dell’Italicum, in Umbria, più ‘modestamente’, si assiste all’abbandono – da parte di tutti i gruppi di opposizione – dei lavori della Commissione Statuto, dove si sta discutendo la nuova legge elettorale. Si va verso l’approvazione di una legge votata solo dalla maggioranza, e tramonta quindi l’ipotesi di un testo condiviso. “Noi – ha spiegato in una nota il capogruppo di Forza Italia Raffaele Nevi – non parteciperemo più ai lavori. I modi procedurali scelti dalla maggioranza di questo organismo, impegnato nell’elaborazione della legge elettorale, non sono consoni al livello politico e istituzionale che la definizione di regole di democrazia fondamentali come quelle elettorali richiedono”. Per Nevi, “la maggioranza considera la Commissione Statuto il luogo di ratifica di scelte fatte nelle stanze dei partiti di centrosinistra, che rispondono solo a becere logiche di convenienza elettorale. E questo è inaccettabile”. Sulla base del testo base elaborato dal Pd per la nuova legge, sono stati votati e approvati articoli che riguardano l’introduzione del collegio unico, il turno unico e una percentuale massima di donne in lista pari al 60%. Tra le norme approvate, quelle relative alla rappresentanza regionale dei consiglieri senza obbligo di vincolo di mandato, e alla doppia preferenza di genere.

Quanto alle firme necessarie per presentare le liste: ne serviranno da 1.500 a 2.000, ma per la prima applicazione il loro numero sarà dimezzato. Se la nuova legge elettorale non ha trovato una mediazione capace di intercettare le diverse proposte ma ha mostrato la maggioranza di centrosinistra compatta, il voto per i tre ‘grandi elettori’ umbri per scegliere il 29 gennaio il nuovo Presidente della Repubblica ha fatto emergere qualche crepa. Indubbiamente, qualche assessore o consigliere regionale non si sente molto sicuro del proprio futuro, e ha voluto farlo capire. Rappresenteranno l’Umbria la presidente Catiuscia Marini, il presidente dell’assemblea, Eros Brega, e il consigliere d’opposizione Andrea Lignani Marchesani (Fratelli d’Italia), ma l’esito del voto ha suscitato più di un interrogativo. Si dirà che sono le tipiche fibrillazioni in periodo elettorale, ma denotano malcontento. Con voto segreto, limitato a una preferenza, Lignani Marchesani ha ottenuto 12 voti, Brega 9 e Marini 8. Ci sono stati anche un voto per Fiammetta Modena (che ha ceduto il passo a Lignani Marchesani) e uno per Sergio Cofferati, che dopo le vicende legate alle primarie in Liguria ha lasciato il Pd in aperta polemica con il segretario Matteo Renzi. Secondo gli accordi interni alla maggioranza, la Marini avrebbe dovuto ottenere un voto in più rispetto a Brega, e invece si è registrato il contrario. Insomma, la volata per le candidature è cominciata e, come al solito, si stanno rincorrendo le voci sui ‘passaggi di casacca’.

AUTORE: E. Q.

1 COMMENT

  1. Signori, quando si è malati di cancro =corruzione nazionale= terminale che sappia io non esiste cura ma solo ti danno dei palliativi… ecc. Paul

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