Un passo avanti si è fatto, ma non basta

Firmata Convenzione Comune - scuole cattoliche

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Registriamo con soddisfazione la firma della Convenzione “Comune di Spoleto-Scuole cattoliche” della città. Inutile ripercorrere nei dettagli l’intera vicenda. La precedente Convenzione era scaduta con il dicembre 1999 e si sarebbe dovuto provvedere subito alla riconferma. Così non è stato, ma fortunatamente la nuova Convenzione triennale, abbraccia l’intero periodo dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2002. Nella premessa, dopo il richiamo della Legge reg. 77/80, in applicazione del Dpr 616/77, si riafferma “il ruolo pubblico e l’importante funzione svolta dalle scuole materne non statali ai fini della realizzazione di un sistema educativo integrato per i bambini tra i tre e i sei anni”, sulla base anche delle “relazioni da tempo intercorse tra l’Amministrazione comunale di Spoleto e le scuole materne non statali”. La deliberazione del Consiglio comunale (n. 123) porta la data del 20 settembre 2000: non vi è quindi accenno al fatto che le nostre scuole hanno tutte optato, positivamente, per la parità; adeguandosi perfettamente alle norme di legge; sono quindi del tutto alla pari. Non ci va che si seguiti a parlare di scuole “non statali”, quasi fosse un marchio di inferiorità. Nella Convenzione inoltre è previsto l’accesso libero per tutti i bambini che ne facciano richiesta a patto naturalmente, come per legge, che vengano accettati i principi illustrati tanto nel Progetto educativo che nel Piano di offerta formativa, già inviati al Superiore Ministero. Il tutto nello spirito e nella lettera degli “Orientamenti” del ‘ 91. E’ anche da notare che, nel nuovo clima della Riforma della Scuola, con i nuovi spazi accordati agli enti locali, viene auspicata una collaborazione Comune-Scuole cattoliche “per promuovere, nel rispetto delle diverse competenze, progetti di innovazione e sperimentazione didattica e metodologica, nonché pedagogica, attenta alle esigenze e ai diritti dell’infanzia”. Gli insegnanti saranno coinvolti in eventuali iniziative di aggiornamento e laboratori di sperimentazione didattica. Ai sensi poi della L.r. 77/80, la gestione ordinaria dei servizi di ciascuna scuola, sarà curata da un Comitato composto da un rappresentante dei genitori per ogni sezione (eletto dall’Assemblea genitori) come pure, ugualmente per ogni sezione, da un insegnante. Ogni Consiglio, a sua volta, elegge un rappresentante per i rapporti con l’Amministrazione comunale. A queste condizioni e su queste premesse, il Comune si impegna per L. 80.000.000 annui, da ripartire fra le varie scuole, in base al numero degli iscritti. Qui, chiaramente, non siamo del tutto d’accordo. Apparentemente un aumento c’è stato, nei confronti della Convenzione precedente. Ma essa risaliva al 1994, quando il costo della vita era molto inferiore. Per questo, anzi, era già previsto allora l’adeguamento annuale all’indice Istat. E’ da considerare però che la precedente Convenzione si riferiva a tre sole scuole: S. Domenico, Maestre Pie, S. Angelo. La nuova Convenzione invece allarga i benefici anche alla Scuola materna di Morgnano, affidata alle Suore della S. Famiglia, per la quale, servendo un territorio privo praticamente di materne statale o comunali, si è proceduto con tutta una regolamentazione a parte (non certo apprezzabile). Il Comune, anzi, proprio in vista di questo regime tutto particolare, si impegnò a fornire ancora i servizi di mensa e trasporto, cosa che non è per le altre tre scuole, cui il contributo comunale, intende fornire una “integrazione per le spese sostenute per l’erogazione e la gestione del servizio mensa, che dovrà garantire livelli dietetici e igienicità nel servizio” (art. 5). A Morgnano, logicamente, non si è soddisfatti, quasi che le uniche spese in una scuola fossero quelle di mensa e trasporto. Quale sarebbe l’impegno finanziario del Comune se, in mancanza delle scuole cattoliche, dovesse provvedere in proprio in città alla spesa per più di 200 alunni?Comunque, abbiamo avuto assicurazioni, unicamente verbali, che via via, anche con l’aggiornamento dell’indice Istat, qualcosa di più si potrà sperare, specialmente per quanto riguarda la scuola di Morgnano.

AUTORE: Agostino Rossi