Un Santo eremita che dava delle belle lezioni ai vescovi

Convegno a mille anni dalla nascita di san Pier Damiani, che di Gubbio

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La diocesi di Gubbio ha celebrato il millenario della nascita di san Pier Damiani (1007-1072) con un convegno di studio su ‘Pier Damiani e i vescovi’, aperto dal saluto del vescovo di Gubbio mons. Mario Ceccobelli e dal rappresentante del sindaco di Gubbio, consigliere Denis Bartolini, presso il Centro servizi Santo Spirito, sabato 16 febbraio. Maestri del convegno sono stati il prof. Nicolangelo D’Acunto dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, il quale ha aperto il convegno con il dotto commento del XXI canto del Paradiso di Dante, di cui protagonista è il Damiani, declamato poi con vera arte dall’attore e regista Roberto Biselli, cui è seguito, da parte del prof. D’Acunto l’approfondimento del tema del convegno con la lezione magistrale: ‘Pier Damiani e le funzioni episcopali’. Il Damiani, ravennate, discepolo di san Romualdo, eremita e riformatore, proviene dall’eremo di Fonte Avellana, portato da lui a eccezionale riferimento di vita contemplativa. È stato nel contempo uno dei massimi protagonisti della riforma pregregoriana del secolo XI, e uno dei rappresentanti più caratteristici di quel secolo, incarnando nel contempo l’ideale ascetico e monastico e la riforma della Chiesa dai mali che l’affliggevano. La vita di san Pier Damiani fu scritta dal suo discepolo carissimo Giovanni da Lodi, poi vescovo di Gubbio nel 1105, di cui lo scorso anno la nostra diocesi ha celebrato solennemente il IX centenario insieme alla diocesi di Lodi. A Lodi Vecchia nella basilica di San Bassiano fu traslato il corpo del santo vescovo per una decina di giorni ricchi di celebrazioni con grande partecipazione di quella popolazione. Certo, al convegno di studio sul Damiani avremmo aspettato maggiore presenza degli eugubini. Gubbio fino al 1819 è stata la diocesi di Fonte Avellana e il Damiani la ebbe affidata dai Papi come amministratore. Il rapporto del Damiani con Gubbio fu particolarmente intenso: a Gubbio egli mandò come vescovo (1059-1064) Rodolfo Gabrielli, da lui convertito e amato come figlio spirituale. Nel convegno è toccato alla prof. Stefania Zucchini dell’Università di Perugia parlare di ‘San Pier Damiani, Fonte Avellana e i vescovi di Gubbio’ avendone tracciato scientificamente le varie coordinate temporali e offrendo un quadro particolarmente positivo della gestione episcopale della diocesi ad eccezione dell’ultimo titolare, il vescovo Monaco Mainardo. Interessante è stato l’intervento di don Benericetti, dell’Istituto di scienze religiose di Ravenna, che ha parlato della rinuncia del Damiani al cardinalato e all’episcopato, rinuncia che gli era costantemente impedita dall’amico Ildebrando (futuro Gregorio VII) e che di fatto non si è mai realmente attuata perché le missioni ecclesiastiche più impegnative del Damiani furono compiute proprio nel tempo del suo ritorno all’eremo. Hanno integrato il quadro generale le relazioni del prof. Guido Cariboni, dell’Università Cattolica su ‘Vescovi e monasteri nel secolo di Pier Damiani’ e quelle del giovane studioso don Andrea Czortek di Città di Castello su ‘I vescovi dell’attuale Umbria nel secolo di Pier Damiani’. Impedito a venire il prof. Umberto Longo dell’Università di Pisa, che avrebbe affrontato i ‘Modelli episcopali nell’agiografia di san Pier Damiani’; la conferenza è stata letta dal prof. D’Acunto. Il vescovo emerito di Gubbio, mons. Bottaccioli, ha tratto le conclusioni del convegno, sottolineando come l’azione riformatrice partita da Fonte Avellana ha segnato anche oltre il secolo XI la vita spirituale della nostra diocesi.

AUTORE: B.G.