Una ferita nella cultura

Movimento per la vita dal Papa. C'era anche un gruppo umbro

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Nella sala delle Benedizioni, il 12 maggio i rappresentanti dei Centri di aiuto vita, del Movimento per la vita, nazionale e internazionale, delle Case di accoglienza, del Telefono rosso, di SOS Vita si sono incontrati in udienza da Benedetto XVI, nella ricorrenza del 30’anniversario della legge 194 del 22 maggio 1978 sull’interruzione volontaria della gravidanza. Presente anche un discreto gruppo dall’Umbria, e da Città di Castello in particolare. Dopo un indirizzo di saluto e di omaggio a Benedetto XVI da parte del presidente nazionale del Movimento per la vita, Carlo Casini, il Papa ci ha parlato per 20 minuti circa volendo fare con noi una riflessione approfondita sulle conseguenze di questa legge sulla comunità civile e cristiana. ‘Oggi difendere la vita umana è più difficile, c’è un minore rispetto per la vita umana. Molto complesse sono le cause’, ma ‘la Chiesa non si stanca mai di difendere la vita’ stimolando ogni iniziativa per la sua accoglienza e per la tutela della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. ‘La 194 non solo non ha risolto il problema dell’aborto, ma ha procurato una profonda ferita nella nostra cultura’. Il Papa ha affrontato le difficoltà in cui si trovano tanti giovani che vogliono sposarsi e le cause del ricorso all’aborto: ‘C’è una mancanza di sostegno totale alla tutela della maternità e un crescente senso di sfiducia nel futuro. Bisogna unire gli sforzi a sostegno della famiglia e ogni strumento legislativo deve essere approntato’. Per il cristiano è questo un ‘urgente compito di apostolato’. Il Papa ha poi ricordato e benedetto le iniziative e gli sforzi per difendere ogni vita umana, anche in condizioni molto difficili. È opera di giustizia difendere l’uomo; la verità sull’uomo non può essere eliminata: ‘Ogni uomo è voluto da Dio, ogni essere umano risponde al progetto di Dio’. La Genesi ricorda che ‘chi profana l’uomo, profana la proprietà di Dio’. E ancora: ‘Siamo nel 60’anniversario della Dichiarazione dei diritti dell’uomo, che devono essere rispettati perché espressione di giustizia’ Ci vuole un giusto riconoscimento alla dignità umana’. Questi valori non sono negoziabili. Il 22 maggio 1998 Giovanni Paolo II ci ebbe a dire: ‘Perseverate nel vostro impegno di amore e di difesa della vita umana’. Dieci anni dopo, il suo successore afferma: ‘Anch’io dico questo per un servizio alla società e alla Chiesa e perché il sorriso della vita trionfi sulle labbra dei loro bambini e delle loro mamme’. Non ci poteva essere occasione migliore per celebrare la vita sempre, con un degno successore di Pietro, instancabile apostolo come già Paolo VI e il grande Giovanni Paolo II. La verità va detta sempre.

AUTORE: Renzo Tettamanti