Da 20 anni a Fushë Arrëz

DIOCESI. Il vescovo Tuzia in Albania per il 20° anniversario della “missione”

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Mons. Tuzia durante la visita ai bambini nella missione di San Giuseppe di Fushë Arrëz
Mons. Tuzia durante la visita ai bambini nella missione di San Giuseppe di Fushë Arrëz

Vent’anni fa non era facile raggiungere Fushë Arrëz, prima di tutto a causa delle strade impraticabili e della mancanza di comunicazioni. L’arcivescovo di Scutari mons. Frano Jilia – un sacerdote condannato dal regime ad oltre 25 anni tra carcere e lavori forzati – spingeva perché tra queste montagne risorgesse la Chiesa.

Fushë Arrëz – una città costruita secondo i dettami del socialismo reale – con i numerosi villaggi intorno, aveva una popolazione almeno nominalmente in maggioranza cattolica.

Due suore tedesche, suor Gratias e suor Bernardette , accompagnate dai volontari provenienti dalla nostra diocesi e dalla Germania, accettarono la proposta del Vescovo e si stabilirono nella cittadina, prendendo in affitto alcune stanze di un decrepito albergo.

È iniziata così l’avventura della missione cattolica di Fushë Arrëz, per tanti anni punto di riferimento per volontari, sacerdoti e giovani della diocesi. I bisogni erano immensi, materiali e spirituali, ma, con l’entusiasmo che caratterizza gli inizi, le difficoltà non hanno spaventato le suore e neanche i volontari, nonostante le varie turbolenze sociali e politiche che hanno caratterizzato il periodo, non ultimo la guerra del Kosovo.

Per ricordare il ventennale, il nostro vescovo Benedetto Tuzia l’11 e il 12 maggio si è recato nella missione di San Giuseppe di Fushë Arrëz, incontrando il vescovo della diocesi di Sape alla cui giurisdizione appartiene la parrocchia. Ha visitato le opere caritative e pastorali che animano le suore, con il parroco della comunità, padre Andreas. La comunità, oltre Fushë Arrëz, comprende 17 villaggi circostanti, in un territorio vasto e impervio.

L’Albania ha fatto notevoli progressi, ma la miseria e la povertà sono ancora molto diffuse, peggiorate dalla grave crisi che sta attraversando l’economia europea, soprattutto quella della Grecia e del nostro Paese, punto di riferimento per l’emigrazione.

Mons. Tuzia ha visitato la bella chiesa di San Giuseppe, fulcro per tutto un vasto territorio. L’edificio fu voluto da mons. Decio Lucio Grandoni, vescovo di Orvieto-Todi dal 1974 al 2003, il quale tante volte si è recato in questo luogo, soprattutto d’estate, quando al termine di una missione di evangelizzazione venivano amministrati i battesimi e le cresime ai catecumeni preparati durante l’anno.

Mons. Tuzia ha costatato la grande opera di evangelizzazione e di promozione umana che le suore hanno svolto e svolgono: con la loro fede e la perseveranza hanno fatto rinascere Cristo in un popolo che ha tanto sofferto, curando in modo particolare i bambini e la famiglia, vera ricchezza e forza del popolo albanese.

 

AUTORE: Don Marcello Cruciani

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