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PAPA FRANCESCO. Una seconda riflessione sulla Chiesa come Madre

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bambino-mammaNell’udienza generale di mercoledì 18 settembre Papa Francesco ha proseguito le riflessioni sui titoli della Chiesa, anzi ha eccezionalmente ripreso il tema della settimana scorsa, la Chiesa come “Madre”. “A me piace tanto questa immagine della Chiesa come Madre – ha spiegato. – Per questo ho voluto ritornarvi, perché questa immagine mi sembra che ci dica non solo come è la Chiesa, ma anche quale volto dovrebbe avere sempre di più la Chiesa”.

“Vorrei sottolineare tre cose – ha quindi aggiunto -, sempre guardando alle nostre mamme”. Prima di tutto, una madre “insegna a camminare nella vita, insegna ad andare bene nella vita, sa come orientare i figli, cerca sempre di indicare la strada giusta nella vita per crescere e diventare adulti. E lo fa con tenerezza, con affetto, con amore, sempre anche quando cerca di raddrizzare il nostro cammino perché sbandiamo un poco nella vita o prendiamo strade che portano verso un burrone. Una mamma sa che cosa è importante perché un figlio cammini bene nella vita; e non l’ha imparato dai libri, ma l’ha imparato dal proprio cuore. L’Università delle mamme è il loro cuore!…

La Chiesa fa la stessa cosa: orienta la nostra vita, ci dà degli insegnamenti per camminare bene. Pensiamo ai dieci Comandamenti: ci indicano una strada da percorrere per maturare, per avere dei punti fermi nel nostro modo di comportarci. E sono frutto della tenerezza, dell’amore stesso di Dio che ce li ha donati. Voi potrete dirmi: ‘Ma sono dei comandi! Sono un insieme di no’! Io vorrei invitarvi a leggerli – forse li avete un po’ dimenticati – e poi di pensarli in positivo. Vedrete che riguardano il nostro modo di comportarci verso Dio, verso noi stessi e verso gli altri, proprio quello che ci insegna una mamma per vivere bene”.

In secondo luogo, man mano che passano gli anni, “la mamma sempre, in ogni situazione, ha la pazienza di continuare ad accompagnare i figli… Penso alle mamme che soffrono per i figli in carcere o in situazioni difficili: non si domandano se siano colpevoli o no, continuano ad amarli, e spesso subiscono umiliazioni, ma non hanno paura, non smettono di donarsi. La Chiesa è così, è una mamma misericordiosa, che capisce, che cerca sempre di aiutare, di incoraggiare”.

Infine, “una mamma sa anche chiedere, bussare a ogni porta per i propri figli, senza calcolare: lo fa con amore. E penso a come le mamme sanno bussare anche e soprattutto alla porta del cuore di Dio!… E così fa anche la Chiesa: mette nelle mani del Signore, con la preghiera, tutte le situazioni dei suoi figli. Confidiamo nella forza della preghiera di Madre Chiesa: il Signore non rimane insensibile. Sa sempre stupirci quando non ce l’aspettiamo. La Madre Chiesa lo sa!”.

La misericordia era anche al centro dell’Angelus di domenica 15, in riferimento alla liturgia del giorno che presentava il capitolo 15 del Vangelo di Luca. Tre le parabole in esso contenute: quella della pecora smarrita, quella della moneta perduta, e quella del figlio ‘prodigo’. “Tutte e tre queste parabole parlano della gioia di Dio. Dio è gioioso. Interessante questo: Dio è gioioso! E qual è la gioia di Dio? La gioia di Dio è perdonare!”

“Qui c’è tutto il Vangelo! – ha esclamato.- Qui c’è tutto il cristianesimo! Ma guardate che non è sentimento, non è ‘buonismo’. Al contrario, la misericordia è la vera forza che può salvare l’uomo e il mondo dal ‘cancro’ che è il peccato, il male morale, il male spirituale. Solo l’amore riempie i vuoti, le voragini negative che il male apre nel cuore e nella storia. Solo l’amore può fare questo, e questa è la gioia di Dio…

Il pericolo qual è? È che noi presumiamo di essere giusti, e giudichiamo gli altri. Giudichiamo anche Dio, perché pensiamo che dovrebbe castigare i peccatori, condannarli a morte, invece di perdonare. Allora sì che rischiamo di rimanere fuori dalla casa del Padre!” .

E ha concluso: “Io vi chiedo una cosa, adesso. In silenzio, tutti, ognuno pensi a una persona con la quale non stiamo bene, con la quale ci siamo arrabbiati, alla quale non vogliamo bene. Preghiamo per questa persona e diventiamo misericordiosi con questa persona”.