Allarme diossina

STRONCONE. Gli effetti dell'incendio all'Ecorecuperi

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L’incendio che ha devastato l’Ecorecuperi di Vascigliano di Stroncone, distruggendo tonnellate di materiale plastico, ha provocato un vero disastro ambientale. Le conseguenze, a più di un mese di distanza, sono piuttosto gravi nella zona. Le diossine sviluppate dalla combustione hanno inquinato il terreno per un raggio di tre chilometri, e di conseguenza le colture e gli allevamenti, tanto che sono state emesse diverse ordinanze dai Sindaci di Terni, Narni, Stroncone al fine di contenere il rischio di esposizione cronica agli inquinanti e per evitare l’assunzione delle diossine per via alimentare. Solubili nei grassi, non nell’acqua, le diossine si trovano di solito nelle carni o derivati dai prodotti animali, come il latte, i formaggi, le uova; sono scarsamente presenti sui vegetali, eccetto quelli a foglia larga dove si depositano. Una volta depositate nel terreno vi rimangono quasi perennemente, presenti nei sedimenti lacustri e di altre acque superficiali, anche di data molto antica. Gli uomini ricevono le diossine attraverso la catena alimentare, a partire dalla presenza di esse nel terreno e sui vegetali ingeriti dagli animali. Le diossine quindi penetrano nell’organismo umano principalmente attraverso gli alimenti, in specie quelli di origine animale, carni bianche e rosse, pesce, latte e derivati, uova; di scarsa rilevanza l’apporto derivante dall’ingestione di alimenti vegetali, salvo alcuni nei quali possono essere presenti al loro interno. Le ordinanze pertanto stabiliscono il divieto del pascolamento degli animali, l’utilizzo dei foraggi e dei cereali per l’alimentazione animale, l’utilizzo delle uova prodotte dalle galline che a tutt’oggi sono state libere di razzolare, l’autoconsumo di polli, faraone e di tutti gli animali da cortile che sono stati liberi di razzolare e che sono stati alimentati con cereali prodotti in loco ed esposti alla ricaduta. Il consumo di prodotti ortofrutticoli deve avvenire dopo accurato lavaggio, strofinamento delle superfici e ove possibile alla rimozione del rivestimento superficiale. Intanto Legambiente, stante il perdurare dello stato di allarme per il riaccendersi continuo di focolai nel materiale ancora depositato nella zona, e di preoccupazione che molti cittadini manifestano, chiede di fare chiarezza anche sui risultati delle analisi effettuate dall’Arpa e da ditte private, che risultano piuttosto discordanti. Le persone che hanno introdotto diossina nel loro organismo possono aver subito danni non immediati: soprattutto le gestanti o donne che allattano possono trasferire diossina al feto attraverso la placenta, durante la permanenza in utero, oppure attraverso il latte.

AUTORE: Elisabetta Lomoro