Asl 3 sotto inchiesta

SANITÀ. L’inchiesta della magistratura sulla Asl di Foligno. Le richieste di Modena e Monacelli

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Ha dato una scossa alla politica umbra l’inchiesta della magistratura perugina sulla Asl 3 di Foligno che ha coinvolto il direttore generale, Maria Gigliola Rosignoli, Sandra Santoni, in passato alla Giunta regionale come segretaria della presidente Maria Rita Lorenzetti, il consigliere regionale Luca Barberini (Pd) e il sindaco di Foligno, Nando Mismetti (Pd). L’indagine non è ancora molto chiara nei suoi sviluppi. Sono diversi i reati contestati ai vari protagonisti, in differenti forme (dal peculato alla turbativa d’asta fino alla corruzione) ma l’inchiesta, condotta dal pm, Sergio Sottani, è ancora nella fase embrionale, con l’analisi del materiale sequestrato (computer e fascicoli). La Giunta regionale si è messa in una posizione di attesa prima di prendere provvedimenti, anche per capire meglio la situazione, visto che si conoscono i reati contestati ma non i fatti specifici. Nel frattempo Fiammetta Modena del Pdl e Sandra Monacelli dell’Udc hanno richiesto una “audizione urgente” del Collegio dei revisori dei conti della Asl 3 al Comitato di monitoraggio e vigilanza del Consiglio regionale. “Gli sviluppi dell’indagine della magistratura umbra sullo scandalo scoppiato nella Asl 3 di Foligno-Spoleto – dicono Monacelli e Modena – stanno determinando un terremoto giudiziario che mette in discussione il sistema sanitario umbro. Riteniamo perciò indispensabile fare il massimo della chiarezza sulla vicenda e avere totale trasparenza sugli atti che la riguardano. Risulta infatti – avvertono – che da tempo lo stesso Collegio dei revisori attenda risposte dalla Direzione sanitaria di quella Asl che, finora, si è sempre chiusa nel silenzio”. Nel frattempo il Pdl vara cinque proposte che fanno parte del progetto “Officina”, presentato qualche mese fa. Tra queste ce n’è una di stretta attualità: “Le modalità per il conferimento di incarichi di struttura nelle Aziende sanitarie regionali” per cambiare così le procedure di nomina per i primari, riducendo il potere di discrezionalità dei direttori generali della Asl. I primari dovranno essere scelti fra i primi tre classificati in una graduatoria risultante da concorso pubblico con prove scritte, pratiche e colloquio orale finale, sulla base di criteri esclusivamente tecnici e meritocratici, per escludere ogni margine d’intervento dei partiti politici. Le altre proposte interessano le “Misure per favorire la competitività delle imprese e la semplificazione amministrativa dei rapporti tra imprese e Pubblica amministrazione”; le “Norme di semplificazione amministrativa”; le “Norme per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente”; la “Soppressione dell’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea e del Centro studi giuridici e politici”.