Assisi ricorda le benemerenze del colonnello Valentin Müller

ASSISI. Una manifestazione ripercorre la figura benemerita del col. Valentin Müller

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Un momento della manifestazione in onore del colonnello Müller
Un momento della manifestazione in onore del colonnello Müller

Potrebbe essere scomodo parlare di un colonnello tedesco, comandante della “Piazza militare” di Assisi durante la fase cruciale della Seconda guerra mondiale. Ma in questo caso si tratta di Valentin Müller, i cui meriti, già noti, sono stati ampiamente approfonditi nel corso di una recente manifestazione da Francesco Santucci, che ha aggiunto nuovi dati e spunti a quanto dallo stesso scritto nel saggio Assisi 1943-1944. Documenti per una storia (Accademia Properziana 1994).

Queste le benemerenze in particolare rimarcate: la protezione garantita a centinaia di ebrei nascosti nei conventi di Assisi; il fondamentale sostegno all’opera diplomatica condotta affinché la città ottenesse l’attestato di “zona ospedaliera”, salvata in tal modo dagli attacchi della retroguardia tedesca in ritirata e dai bombardamenti delle forze alleate. Il giovane pronipote di Müller, Jona Raischl, nel documentario da lui elaborato, ha ricostruito il profilo biografico del bisnonno nato nel 1891, laureato in Medicina, arruolato nella Prima e nella Seconda guerra mondiale.

Evidenziato lo spirito umanitario del personaggio, ispirato da convinzioni cristiane sia nelle campagne militari sia nel mandato affidatogli in Assisi, dove guadagnò la fiducia dei cittadini con gesti rimasti finora disconosciuti come le cure mediche prestate ad alcune famiglie. Superò la malattia la neonata Anna (coniugata Berichillo) e parimenti la giovinetta Vittoria (coniugata Cerri): soltanto un esempio.

Nelle sequenze del video risaltano quali protagonisti il vescovo Giuseppe Placido Nicolini, don Aldo Brunacci, p. Rufino Niccacci e sfilano quali testimoni diretti o indiretti p. Giovanni Vlàdimir, Graziella Viterbi, Maria Pammelati, Fabrizio Leggio, Massimo Zubboli, lo stesso Santucci che a proposito della presenza degli ebrei in Assisi così ha affermato: “Faceva finta di non sapere, ma sapeva”. Nella notte tra il 15 e il 16 giugno 1944 Müller lasciò Assisi senza aver mai rinunciato alla sua divisa, tanto che poco dopo sarebbe caduto prigioniero. Risale al 1950 il suo ritorno, ripagato da onore e gratitudine.

Il 3 marzo nel corso della cerimonia commemorativa – presieduta dal sindaco Ricci e dal vescovo Sorrentino, diretta nelle varie scansioni da Marina Rosati responsabile del Museo della Memoria – la comunità assisiate ha manifestato calorosa accoglienza ai familiari del colonnello: la nuora Margaret con le figlie Marina e Bernadette accompagnata dal marito Joseph Raischl e dai figli Jona e Chiara. Joseph, compositore tra l’altro di musiche sacre, ha eseguito insieme alla moglie Bernadette un suo Cantico salutando così il pubblico presente.

AUTORE: Francesco Frascarelli