“Ast, un’industria che va potenziata”

La visita del Presidente del Senato, e la lettera della Tk ai dipendenti

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Veduta panoramica degli stabilimenti della acciaierie
Veduta panoramica degli stabilimenti della acciaierie

L’Acciai speciali Terni rappresenta un polo industriale che dà occupazione a 2.872 persone, oltre alle 2.500 che lavorano nell’indotto, con un fatturato annuo di circa 2 miliardi e mezzo di euro. Un’industria che vanta imponenti impianti ad alta tecnologia, che negli ultimi anni ha fatto investimenti consistenti per lo sviluppo e l’innovazione dell’inox laminato piano, nell’area a caldo e in quella a freddo, per la formazione e qualificazione del personale, per la ricerca tecnologica di nuovi materiali. È la grande acciaieria di Terni con alle spalle 130 anni di storia industriale, strettamente legata a quella della città. Le celebrazioni per i 130 anni dalla fondazione dell’impianto hanno visto a Terni la presenza del presidente del Senato Pietro Grasso, che ha visitato la fabbrica accompagnato dall’amministratore delegato Marco Pucci e dai rappresentanti delle istituzioni locali. “Bisogna – ha detto il Presidente del Senato – coniugare e rendere compatibili le parole industria, lavoro, benessere, salute e anche ambiente. Siamo qui per dire buon compleanno e per cercare di potenziare questa industria che ha un alto tasso di occupazione e quindi è un bene per il Paese e per i lavoratori. Realtà produttive importanti come questa – ha sottolineato – ci ricordano che il lavoro è l’unico strumento per garantire un duraturo benessere per le generazioni attuali e per quelle future. È per questo che ritengo che lo Stato, i rappresentanti dei cittadini e le istituzioni, nelle loro articolazioni centrali e locali, debbano tornare a impegnarsi in politiche industriali forti, perseguendole con convinzione; politiche che da troppo mancano nel nostro Paese. Non esiste crisi, non esiste profitto, non esiste concorrenza e competizione che possa far passare in secondo piano la vita umana, la salute, la formazione continua dei lavoratori di ogni qualifica e di ogni settore produttivo, il controllo sistematico delle misure di sicurezza, la tutela dell’ambiente”. Ma il futuro resta incerto per la fabbrica ternana. La notizia del giorno dopo circa modifiche organizzative per Ast, Vdm, centri di servizio, rete commerciale e vendita per una nuova collocazione dello stabilimento all’interno del gruppo Tk-Ag, avvenuto con una lettera inviata a tutti i dipendenti, ha suscitato molta preoccupazione. “A distanza di due settimane, il ‘silenzio assordante’ da parte di tutti rispetto ai contenuti della lettera inviata ai dipendenti – spiegano dalla Fiom Cgil – non chiarisce la definitiva missione industriale di Ast; e da essa non si evince la difesa della strategicità del sito ternano. Torniamo a chiedere a tutti i soggetti un nuovo e rimotivato impegno rispetto alla vicenda Ast, perché riteniamo che non si stia andando nella direzione per la quale tutti, in questi anni, ci siamo spesi e abbiamo lavorato in difesa delle eccellenze ternane”.