Azienda in crisi? Ci pensano i dipendenti a “salvarla”

Tempo di lettura: 114 secondi

Un modo creativo e cooperativo per uscire dalla crisi: i dipendenti “salvano” l’azienda in cui lavorano diventandone soci e prendendone il controllo. Il fenomeno del “workers buyout”, ovvero dei dipendenti che rilevano in forma cooperativa un’impresa, è molto diffuso negli Stati Uniti e da qualche anno sta prendendo piede anche in Italia.

Nel 2014, infatti, un decreto del Ministero dello Sviluppo economico si è affiancato alla vecchia legge Marcora (l.49/1985) e ha istituito la concessione di un finanziamento agevolato alle società cooperative, fra cui quelle costituite da lavoratori provenienti da aziende in crisi, al fine di favorirne la nascita e lo sviluppo.

In Umbria negli ultimi due anni ben tre aziende, tra cui anche celebri marchi dell’industria regionale, si stanno salvando così, sostenute e seguite nel percorso da Confcooperative. Nel 2017 è stato il caso della Red Colour, azienda tessile di Orvieto, e nel 2018 quello delle Officine Meccaniche Franchi di Bastia Umbra e dell’Interpan di Amelia.

La Red Colour produceva e produce abiti di sartoria per marchi dell’alta moda, ma nel 2012 a causa di un’alluvione subì gravi danni ai macchinari. Le perdite riportate causarono l’avvicendamento di vari proprietari fino alla chiusura nel 2016. Allora quattro sarte spe- cializzate nella confezione di capi di seta, presero il controllo investendo i loro risparmi e da quel momento la produzione è ripartita.

Le Officine Meccaniche Franchi sono invece una storica azienda di Bastia Umbra operante nel settore dell’industria metalmeccanica da un secolo, rilevata recentemente da una Srl che ha attraversato una improvvisa crisi lo scorso anno. Dopo mesi senza lavoro e senza stipendio, i dipendenti non si sono arresi e hanno fondato la cooperativa Carpenterie Metalliche Umbre che ora punta a rilanciare l’azienda.

Stessa sorte dell’ Interpan, ex Gruppo Novelli: i dipendenti dello stabilimento di Amelia, provati dalla crisi dell’azienda cui erano molto legati, hanno fondato la Ternipan e si sono aggiudicati il bando di gara a seguito del Concordato del Tribunale.

Storie a lieto fine il cui percorso però comporta sempre fatica e dei rischi da parte dei lavoratori che investono il TFR o l’assegno di disoccupazione pur di conservare il loro posto di lavoro. Da dove e da chi nasce l’idea di riacquistare l’azienda? (continua a leggere sull’edizione digitale de La Voce).

Valentina Russo

LASCIA UN COMMENTO