Boccardo: “Ritorniamo alla celebrazione dell’Eucaristia con la dovuta prudenza”

«La notizia del protocollo tra la Conferenza episcopale e il Governo italiano ci rallegra, perché segna il ritorno ad una certa normalità nella pratica della vita cristiana». Così commenta l’arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo e presidente della Ceu il protocollo Governo-Cei per la ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo. Lo riferisce una nota della Ceu diffusa oggi pomeriggio.

Questo significativo atto, prosegue l’arcivescovo Boccardo, «è l’occasione per ringraziare la Presidenza della Cei che in questi mesi ha condotto un dialogo, qualche volta più teso, qualche volta più sereno, con i rappresentanti del Governo. Dopo tante parole inutili ed anche cattive che sono state dette, accusando i vescovi di essere cedevoli di fronte alla forza dello Stato, è bello ribadire che attraverso il dialogo, che porta certamente a dei momenti di tensione, si può arrivare a qualche cosa di buono e di utile per tutti».

«Adesso ritorniamo alla celebrazione dell’Eucaristia con la dovuta prudenza – evidenzia mons. Boccardo –. E’ stata una grande sofferenza per i credenti dover rinunciare alla celebrazione eucaristica, dover rinunciare agli incontri e alla condivisione con la comunità cristiana, eppure tutto questo ci aiuta, forse, a valorizzare ancora di più, adesso che possiamo tornare all’Eucaristia, il grande dono che la stessa Eucaristia, con la celebrazione della Messa, costituisce per la nostra vita quotidiana».

«Adesso si tratta di guardare avanti – precisa il presidente della Ceu –, perché non è possibile rifare tutto quello che facevamo prima, come lo facevamo e con chi lo facevamo. Concentriamoci su quello che è essenziale, concentriamoci sul Mistero eucaristico, sulla vita della comunità e sulle varie iniziative di carità  e di solidarietà che sono fiorite in questo tempo, senza dimenticare che la vita cristiana si alimenta grazie all’Eucaristia, all’ascolto orante della Parola del Signore, alla preghiera personale e comunitaria, ai gesti della carità e della solidarietà».

«Sono tutti elementi – conclude l’arcivescovo Boccardo – che ci permettono di celebrare un’unica grande liturgia, che è la liturgia della vita. Tutti noi siamo chiamati, secondo la parola della Scrittura, ad offrire la nostra vita come sacrificio spirituale gradito a Dio. La nostra vita è fatta di tante cose e cerchiamo di raccoglierle tutte insieme queste “tanta cose” e di offrirle tutte con la loro preziosità e con la loro ricchezza al Signore perché ce le restituisca in grazia e in benedizione».

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