Come il lievito

Il Messaggio della Presidenza della Cei per la scelta dell’insegnamento della Religione cattolica nelle scuole

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Ha un taglio particolarmente “caldo” il Messaggio di quest’anno della Presidenza della Conferenza episcopale italiana in vista della scelta sull’insegnamento della Religione cattolica a scuola. Scelta che si propone in contemporanea con il tempo delle iscrizioni. Traspare, dal Messaggio, la forte preoccupazione educativa che caratterizza la Chiesa italiana, in particolare in questi anni dedicati all’emergenza educativa e soprattutto in questo momento speciale della nostra società, attraversata da una crisi difficile da superare, lunga e disorientante. Proprio dalla situazione di difficoltà prende le mosse la Presidenza della Cei per arrivare a suggerire la proposta dell’Irc, “opportunità preziosa” nel cammino formativo scolastico, dalla scuola dell’infanzia fino alle superiori, “perché siamo convinti – si legge nel testo – che si può trarre vera ampiezza e ricchezza culturale ed educativa da una corretta visione del patrimonio cristiano-cattolico e del suo peculiare contributo al cammino dell’umanità”. Cosa sia l’Irc per la scuola è ampiamente noto: una proposta educativa, culturale, pienamente inserita nel quadro delle finalità scolastiche, aperta a ogni allievo, indipendentemente dalle scelte di fede. Il Messaggio lo colloca nell’ampio orizzonte della tensione educativa della scuola tutta che “sarà se stessa se porterà le nuove generazioni ad appropriarsi consapevolmente e creativamente della propria tradizione”. L’Irc va nella stessa direzione, aiutando la scuola “nel suo compito formativo e culturale facendo emergere, negli e dagli alunni, gli interrogativi radicali sulla vita, sul rapporto tra l’uomo e la donna, sulla nascita, sul lavoro, sulla sofferenza, sulla morte, sull’amore, su tutto ciò che è proprio della condizione umana. I giovani domandano di essere felici e chiedono di coltivare sogni autentici. L’Irc a scuola è in grado di accompagnare lo sviluppo di un progetto di vita, ispirato dalle grandi domande di senso e aperto alla ricerca della verità e alla felicità, perché si misura con l’esperienza religiosa nella sua forma cristiana propria della cultura del nostro Paese”.

Altri due passaggi nel Messaggio sono particolarmente significativi. Il primo è il cenno al percorso che ha portato a redigere le nuove indicazioni per l’Irc nella scuola dell’infanzia, del primo e del secondo ciclo. Sottolinea come in questi anni l’Irc abbia camminato insieme alla scuola, cercando di essere continuamente all’altezza dei compiti educativi e rispettoso della propria identità di materia scolastica, attento all’aggiornamento e agli sviluppi del pensiero pedagogico-didattico, oltre che, prima di tutto, alle esigenze dei giovani, con l’impegno, scrive la Presidenza Cei, “di sostenere una scuola a servizio della persona”. L’altro cenno è quello iniziale, alla necessità di attenzione speciale per il mondo giovanile, da ascoltare e valorizzare: “Non è solamente un’opportunità, ma un dovere primario di tutta la società, per la costruzione di un futuro di giustizia e di pace”. Ebbene, si colgono le “corde” più autentiche del servizio dell’Irc che il Nuovo Concordato colloca nel quadro della collaborazione comune tra Stato e Chiesa per la promozione dell’uomo e il bene del Paese. Sono, questi, anche i tratti più squisitamente conciliari – e vale ricordarlo nel cinquantesimo del Vaticano II – che hanno animato gli anni del dibattito e della revisione concordataria, fino ad approdare alla soluzione attuale. Una Chiesa consapevole dell’autonomia delle realtà temporali (per usare termini noti), una Chiesa che si mette al servizio, che “funziona” come lievito animando la società e la scuola, rispettosa degli ambiti diversi e delle finalità loro proprie. Ecco, l’Irc è propriamente questo. Davvero un’opportunità per gli allievi, le famiglie, la scuola e la Chiesa stessa.

Il sito ufficiale

Dal sito della Cei (www.chiesaitaliana.it) è possibile, dalla finestrella “Uffici e Servizi”, accedere alle pagine del Servizio nazionale per l’Insegnamento della Religione cattolica, il cui responsabile è don Daniele Saottini. Dalla prima schermata si accede a una serie di pagine, quali Attività (convegni, seminari di studio, laboratori), Ambiti (Irc, Insegnante e formazione, La scelta di avvalersi), Documentazione (la Nota pastorale del 1991, normativa vigente, pubblicazioni), News, Strumenti (Annuario, referenti, informatizzazione, Uffici collegati), Link.

AUTORE: Alberto Campoleoni