Che tipo di figlio di Dio sei?

Commento alla liturgia della Domenica “FIRMATO” Famiglia I Domenica di Quaresima - anno A

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Entriamo nella prima domenica di Quaresima con un brano di Matteo che in qualche modo si mette nella scia della liturgia delle Ceneri. Lì avevamo visto come fare penitenza, mentre ora veniamo messi di fronte al nostro essere peccatori, imperfetti. Crediamo abbia un certo valore riconoscere il cammino che la liturgia della Parola ci ha fatto compiere nel corso delle domeniche. Abbiamo sentito nel Vangelo della VII domenica del tempo ordinario l’invito di Gesù: “Siate perfetti come perfetto è il Padre vostro celeste”; nella liturgia di oggi siamo invece immersi nella nostra imperfezione.

Siamo di fronte al famoso brano delle tentazioni di Gesù. Per prima cosa vediamo che siamo interrogati su tre tipi di tentazioni diverse: il possesso delle cose; il possesso di Dio; il possesso delle persone. Ognuno di noi ha bisogno delle cose per sopravvivere e organizzare la propria vita, il lavoro e così via; abbiamo bisogno di Dio (spesso purtroppo in modo distorto), di sentire che non è contro di noi ma a nostro favore, che siamo amati, accuditi, nei pensieri di un Dio sollecito nei nostri confronti; abbiamo infine bisogno delle altre persone per stabilire rapporti e relazioni, per confrontarci, amare ed essere amati. Siamo portati a costruire, con queste dimensioni, modalità di rapporto spesso sbagliate.

Le tentazioni con le quali viene tentato Gesù, ma anche ognuno di noi, consistono nel voler possedere le cose; nel voler esercitare un potere sulle persone e nell’usare Dio per il nostro tornaconto personale. Ciò che viene messo in gioco, che il diavolo cerca spudoratamente di mettere in gioco, è che tipo di Figlio vuole essere Gesù. Non è una sciocca tentazione, come potremmo essere “tentati” di supporre; tocca un aspetto centrale della vita di Gesù, con il quale Egli si è dovuto sempre confrontare: come vivere la sua dimensione di Figlio di Dio. In un’ottica di padrone e dominatore, oppure in un’ottica di figlio/fratello che si fa servo?

Anche per noi si pone la stessa domanda: che tipi di uomini vogliamo essere? Questo brano del Vangelo, molto più moderno di quanto potremmo pensare, ci dice che la cifra che vogliamo dare alla nostra personale umanità si gioca intorno a queste scelte fondamentali: da una parte le dinamiche dell’avere, del possedere, dell’usare, dell’apparire, dall’altra le dinamiche – scelte da Gesù e offerte a ogni uomo – del dare, del servire, dell’amore e dell’umiltà. È un buon brano per iniziare la Quaresima, un brano con cui tutti noi dobbiamo confrontarci, possibilmente a viso aperto, riconoscendoci peccatori, chiamati nonostante il nostro status di peccatori alla perfezione del Padre nostro celeste; chiamati (dicevamo due settimane fa su queste pagine) a diventare “uomini compiuti”. La strada della “perfezione” passa lungo questi incroci. Passa per una scelta fondamentale che non si compie tuttavia una volta per tutte, ma che continuamente siamo chiamati a rinnovare.

Spesso ci scopriremo peccatori, ma siamo comunque chiamati a compiere una scelta fondamentale e a orientare la nostra vita all’amore e alla condivisione piuttosto che all’egoismo e alla divisione. Come si fa? Iniziando dalle piccole cose. Si inizia sempre così. Nelle nostre famiglie, nelle semplici scelte di tutti i giorni, cosa significa scegliere amore e condivisione piuttosto che egoismo e divisione? Scegliere di dare anziché di usare, di possedere, di avere? Qualche umile esempio: rinunciando alla voglia di essere sempre capiti, per iniziare a capire; condividendo la sera le fatiche del giorno, in modo semplice con il coniuge e i figli, rendendo tutti partecipi di ciò che facciamo e in questo modo facendo, del nostro lavoro e dei nostri impegni, il lavoro e gli impegni di tutti. Ma ci sono altri mille modi che spetta a ognuno scoprire e inventare, senza mai darci per vinti, consapevoli che Cristo è già morto per noi, sconfiggendo per sempre il nostro peccato e rivestendoci per sempre della sua santità.

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AUTORE: Paola Rosati Gianluca Tomassi