Comunicare la fede nel tempo della sofferenza

Convegno nazionale del Centro volontari della sofferenza a Collevalenza

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Il Centro volontari della sofferenza, in preparazione dell’Anno della fede (che avrà inizio l’11 ottobre, indetto da Benedetto XVI nel 50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II), e in vista della beatificazione nel 2013 del suo fondatore mons. Luigi Novarese, ha tenuto a Collevalenza, dal 28 aprile sino al 1° maggio, un convegno nazionale sul tema “Comunicare la fede nel tempo della sofferenza”.

Circa 300 partecipanti, tra ammalati, disabili e fratelli e sorelle degli ammalati, hanno vissuto tre giorni intensi di preghiera, celebrazioni, riflessioni ed approfondimenti, testimonianze e laboratori su come la sofferenza interroghi e provi la fede, e sulla valorizzazione della sofferenza come forma della fede provata.

I convegnisti si sono anche soffermati sui progressi delle comunità ecclesiali nel cammino di attuazione del Concilio Vaticano II, specialmente riguardo al ruolo e ai compiti dei laici, essendo il Cvs un’associazione laicale di apostolato di categoria per e con gli ammalati e sofferenti, come autorevolmente confermato da Giovanni Paolo II ai nn. 53 e 54 della Christifideles laici.

Tra i relatori mons. Carlo Rocchetta, fondatore della “Casa della Tenerezza” di Perugia, che ha ricordato la figura di mons. Novarese, da lui conosciuto e con cui a suo tempo collaborò a varie iniziative. Mons. Rocchetta con amabilità, semplicità e profondità ha condotto i convegnisti a esplorare il significato della sofferenza umana, che non ha valore in sé ma acquista un valore salvifico alla luce della morte in croce e resurrezione di Gesù, quando la persona sofferente giunge alla libera adesione di offrire la propria vita per la salvezza degli uomini. Per questo mons. Novarese ha voluto dare inizio ai “Volontari della sofferenza”.

Momento di particolare coinvolgimento ed emozione sono state le testimonianze di vita di Paolo Marchiori, di Brescia, malato di Sla, di Floriano Scioscia, disabile grave dalla nascita, ingegnere informatico di Bari, e Zelinda Elmi di Perugia, conosciuta per i suoi impegni nel Cvs e anche come catechista in parrocchia e in diocesi (“I dieci comandamenti”), e più recentemente per la pubblicazione della sua testimonianza Una piccola grande vita a cura della casa editrice La Voce.

A conclusione del convegno nazionale, formativo il rinnovato impegno dei partecipanti a portare a tutti, in particolare agli altri ammalati e sofferenti, la gioia della certezza che Dio è presente, accompagna e sostiene specialmente nei momenti difficili della vita. L’impegno anche a dare il proprio apporto come Cvs affinché gli ammalati, i disabili, gli anziani non autosufficienti, i tanti sofferenti per il dolore dell’anima siano sempre più considerati il vero tesoro spirituale delle comunità ecclesiali, e siano aiutati a superare le immancabili situazioni di disagio, di isolamento, di rifiuto, di disperazione e, nella migliore delle ipotesi, di rassegnazione. Affinché la sofferenza, alla luce del piano salvifico di Dio, da apparentemente inutile e insopportabile, diventi fonte positiva di bene per sé e gli altri.

AUTORE: Pasquale Caracciolo