Di che cosa (non) si è parlato alla Nato

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di Tonio Dell’Olio

Non ho ascoltato né letto voci critiche circa la riunione celebrativa dei 70 anni della Nato che si è svolta nei giorni scorsi a Londra. È bene ricordare che, dopo l’abbattimento del muro di Berlino e lo scioglimento del Patto di Varsavia, la Nato (formata da Europa occidentale e Usa per fare fronte al blocco sovietico, ndr) non avrebbe più avuto motivo di esistere; invece si è riaffermata come strumento di difesa da tutte le altre minacce.

Riguardo alla riunione di Londra, si è parlato dell’insistente richiesta Usa di aumentare la spesa per la difesa al 2% del Pil per ogni Paese; dell’argine da porre all’influenza dell’azienda cinese di comunicazione Huawei; della minaccia Usa di aumentare i dazi alle importazioni dall’Europa e del fronte comune commerciale richiesto nei confronti della Cina.

Delusione per chi si aspettava che si parlasse, piuttosto, delle scelte militari della Turchia contro i curdi in territorio siriano, delle concrete minacce del terrorismo, e della difesa comune che si dovrebbe adottare ogni volta che i diritti di un cittadino dei Paesi Nato vengono violati in terra straniera. Ecco, sarebbe stato bello vedere la compattezza della Nato nella condanna verso l’Egitto, che nasconde la verità sul caso Regeni, e concordare misure che inducessero quel Governo a consegnare i colpevoli alla giustizia.

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