Dalla terra ternana pellegrini a San Pietro

Mons. Paglia 'È significativo che tutta la città si ritrovi insieme, al di là delle differenze culturali o politiche per manifestare i valori della pace, del dialogo e dell'incontro'

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Una lunga serpentina di pullman sulla strada verso Roma, ma anche auto e treni sono stati i mezzi che hanno trasportato i pellegrini della diocesi verso l’incontro con papa Benedetto XVI. Diecimila ternani, narnesi e amerini che hanno agitato bandiere e cappelli azzurri a colorare piazza San Pietro del loro entusiasmo, in particolare quello degli oltre tremila giovani, ragazzi e studenti presenti all’incontro, dalle scuole elementari e superiori, di gruppi scout e associazioni e movimenti della diocesi e molti gruppi parrocchiali. Un pellegrinaggio a lungo preparato e certamente intensamente vissuto nei diversi ambiti della società civile. ‘Questo viaggio ‘ spiega il vescovo mons. Paglia, che ha guidato il pellegrinaggio ‘ serve a creare anche maggiore coesione tra noi, per sentirci meno soli e più uniti, anche come territorio. È significativo, infatti, che tutta la città si ritrovi insieme, al di là delle differenze culturali o politiche, per manifestare i valori della pace, del dialogo, dell’incontro. E anche la scelta della data, all’indomani della festa di san Francesco, ha una sua motivazione specifica che la lega profondamente all’Umbria terra di san Francesco e san Benedetto, perché l’Europa, di cui san Benedetto è patrono, ha ancora bisogno di quel messaggio di solidarietà che viene dall’Umbria’. Nel pellegrinaggio sono state coinvolte tutte le parrocchie e i movimenti ecclesiali, i sindaci del territorio, i dirigenti scolastici di ogni scuola, il mondo del lavoro e quello dello sport. Tra i presenti anche un gruppo di malati dell’Unitalsi e mille anziani dei centri sociali. Il Papa nella sua catechesi ha ricordato l’Umbria terra dei santi Francesco e Benedetto, che furono anche loro pellegrini a Roma e che oggi ancora sono testimoni di pace e amore. ‘Dall’Umbria a Roma il loro esempio è giunto ovunque – ha detto il Papa – e la loro testimoninaza di amore e di pace è ancora attuale: l’Italia, l’Europa e il mondo ne hanno bisogno. Vi esorto ad ascoltare il vangelo e a testimoniarlo nella vostra vita’. L’incontro di tanti diocesani con Benedetto XVI rende forte e salda la fede che si radica in una tradizione che s’impegna non a demolire e a fare conflitti ma a creare un mondo di pace e di amore. ‘Segno di una comunità che vuole rinsaldarsi in se stessa per poter affrontare il futuro con maggiore vigore – ha detto il vescovo mons. Paglia – ma anche con maggiore speranza e forza. Quanto vissuto a Roma ci invita a guardare il futuro con molta più serenità e con un impegno assai più robusto di prima, per costruire una città pacifica, solidale e accogliente’. Un impegno che è stato anche sottolineato dal sindaco Paolo Raffaelli presente insieme agli altri 12 sindaci dei comuni della diocesi all’udienza in piazza San Pietro e che intende unire il messaggio spirituale alla vita sociale che spinge in primo luogo ad una civile convivenza tra le religioni, le culture e i popoli. Il richiamo esplicito fatto da papa Benedetto XVI all’Umbria quale terra di pace, rinnova ancora di più quello spirito che esalta le tradizioni di una terra ricca di spiritualità e di testimoni di fede, che sono ancora oggi esempio di vita per giovani e adulti che in questa terra sono nati o di quelli che hanno avuto modo di apprezzarne il grande impegno di sempre verso la costruzione di un mondo pacificato.

AUTORE: Elisabetta Lomoro