Giornata del creato all’insegna della sobrietà

La 3a edizione punta sul concetto di 'sobrietà', non intesa come ritorno al passato ma come equilibrio nei consumi

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Per l’anno 2008, la Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace e la Commissione per l’ecumenismo e il dialogo hanno indicato come tema della terza Giornata del creato ‘Una nuova sobrietà, per abitare la Terra’. Le due Commissioni episcopali hanno indicato come data il 1’settembre, precisando che ogni diocesi e parrocchia può sempre scegliere una data diversa. La regione ecclesiastica Umbria, ad esempio ha scelto di fare una celebrazione unitaria a Spello il 20 settembre prossimo. La data del 1’settembre è stata scelta in concomitanza con il primo giorno dell’anno liturgico della Chiesa ortodossa, dedicato alla Creazione, con intento evidentemente ecumenico. In Umbria nei due anni precedenti la festa del creato è stata celebrata la prima volta a Terni nel suggestivo scenario della cascata delle Marmore, e la seconda è stata celebrata all’isola Maggiore del lago Trasimeno. In ambedue le circostanze si è riflettuto in generale sull’ambiente e i pericoli che oggi corre, con le nefaste conseguenze sul clima e sulla vita di intere popolazioni, e soprattutto su quel bene prezioso che è l’acqua, fonte assolutamente necessaria per ogni forma di vita. Tutti quelli che erano presenti ricordano la lezione del prof. Carlo Cirotto, illustrata da ‘incredibili’ immagini. Quest’anno l’attenzione è rivolta allo stile di vita improntato alla sobrietà. La cultura cristiana e cattolica non accetta l’impostazione di alcuni intellettuali laici, che puntano unicamente al controllo delle nascite (Giovanni Sartori in un allarmato articolo sul Corriere della Sera del 15 agosto scorso se la prende anche con il Vaticano), ritenendolo l’unico mezzo per frenare i consumi e quindi i rifiuti e la tutela dell’ambiente. La filosofia di costoro è di stare bene in pochi ed eliminare quelli che potrebbero dare fastidio. Ma la Chiesa ritiene che, pur con una responsabile apertura a nuove vite (procreazione responsabile), si debba frenare il consumo per dare possibilità e dignità di vita a tutti. L’attuale filosofia del consumismo a tutti i costi e senza alcun freno, se non quello economico, nella perversa spirale del produrre per consumare e del consumare per produrre, e quindi dare lavoro e ricchezza, non giova certamente alla tutela dell’ambiente e quindi al vero benessere degli esseri umani. Da qui il richiamo, non da oggi in verità, a cambiare gli stili di vita, a consumare meno, ad abolire il sistema ‘usa e getta’, a rispettare le fonti non rinnovabili dell’energia per consegnarne una parte ai posteri, a studiare e apprestare fonti di energia rinnovabile e così via, non per costrizione esterna ma per intima convinzione. Con la Giornata per il creato non si pretende, evidentemente, di risolvere i grandi e complicati problemi che sono sul tappeto delle grandi potenze e dei capi di governo, ma si vuole far emergere la via della cultura e dell’educazione, che provochi una mutazione nella coscienza collettiva e induca ad assumere comportamenti sani, sobri e dignitosi. Per questa occasione le Commissioni della Cei hanno pubblicato un documento nel quale viene illustrato il significato della Giornata e del tema scelto, che introduce il concetto di ‘nuova sobrietà’. Si vuol significare con questo che non si tratta di ritornare ai tempi preindustriali di vita misera e quasi selvaggia, ma di commisurare i consumi ai reali bisogni dell’umanità.

AUTORE: E. B.