Giunio Tinarelli è stato dichiarato venerabile

Grande festa in diocesi dal 15 al 17 gennaio

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La diocesi festeggia in modo solenne la proclamazione a venerabile di Giunio Tinarelli, ternano, ex operaio delle Acciaierie, oggi primo dell’Unitalsi sulla via della santità. Festeggia in memoria della grande devozione che Tinarelli aveva per la Madonna e le tante visite che lo stesso Giunio, malato, fece ai santuari mariani con i pellegrinaggi a Loreto e Lourdes. Festeggiamenti organizzati dall’Unitalsi di Terni e dal Centro volontari della sofferenza, che vedranno in città la presenza della statua della Madonna di Loreto dal 15 al 17 gennaio, a cominciare nella mattinata di venerdì con la visita al carcere e al monastero delle Clarisse di Colleluna e quindi alla chiesa di S. Maria della Misericordia a Borgo Bovio. Alle ore 16 l’effigie della Madonna sarà accolta in piazza della Repubblica da dove, in processione, raggiungerà la cattedrale per la veglia di preghiera presieduta dall’arcivescovo di Loreto, mons. Giovanni Tonucci, alle ore 21. Sabato 16 gennaio la statua sarà portata in visita ai malati in ospedale, mentre nel pomeriggio alle ore 17.30 al Museo diocesano si terrà un convengo sul tema “Handicap e famiglia”. Infine, domenica 17 gennaio la statua della Vergine lauretana sarà in cattedrale dove alle 16 si terrà la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Angelo Comastri. Il grande amore per Maria sostenne sempre Giunio nella sua malattia facendo della sua condizione non una sconfitta ma un impegno nell’apostolato della sofferenza e per gli altri malati. Giunio Tinarelli, che morì ad appena 44 anni di cui venti trascorsi nell’immobilità, è stato un esempio immenso di vocazione alla sofferenza, di una fede incrollabile, testimoniata con forza nel dolore. Una vocazione che ha segnato la vita del giovane operaio delle Acciaierie, sempre presente tra i suoi coetanei e nella vita dell’oratorio, fin quando la poliartrite anchilosante e spondilite non gli consentirono più alcun movimento, ma non impedirono al giovane Giunio di essere “operaio” nel campo dell’apostolato. Nel 1948 fondò a Terni la sottosezione dell’Unitalsi, partecipando ogni anno ai pellegrinaggi a Loreto, Lourdes con il treno dei malati. Comunicò sempre questa sua grande fede agli altri anche nella sofferenza attraverso mani, penna, carta e leggio, i suoi nuovi ferri del mestiere, conversando con gli amici e con la gente che lo andava a visitare per consolarlo. Morì nel 1956 e un anno dopo Pio XII, parlando ai rappresentanti del Centro volontari della sofferenza, ricordò “quell’operaio delle Acciaierie di Terni morto in concetto di santità”. Dopo 13 anni, nel novembre 1967 la salma di Tinarelli dal cimitero venne traslata in cattedrale in una giornata che in molti a Terni ancora ricordano per la grande folla che accompagnò il corteo lungo il tragitto. Dal suo letto Giunio ha sconfitto tante illusioni che rendono triste e amara la vita degli uomini, ricordando che la felicità non sta nell’amare se stessi o nella salute o nella tranquillità, ma che la felicità e la pace stanno nell’amare gli altri.

AUTORE: Elisabetta Lomoro