Giuseppe Toniolo uomo della sintesi nella fede

Domenica sarà elevato agli onori degli altari. Intervista a mons. Sorrentino

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Domenica 29 aprile sarà beatificato a Roma Giuseppe Toniolo (1845-1918), nella basilica di San Paolo fuori le Mura. Al postulatore della causa di beatificazione, mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, abbiamo chiesto di tracciare un profilo del futuro beato.

Una figura come Toniolo cosa può dire all’uomo di oggi?

“In un tempo di crisi dei valori e di frammentazione sociale, Toniolo è il modello di un uomo che ha trovato nella fede, ma anche in un autentico umanesimo da essa illuminato, un principio di sintesi e di unità. Il laicato cattolico può trovare in lui un ideale concreto e completo”.

Quale modello di santità ci offre Toniolo, che è stato marito, padre, professore, educatore, economista, cristiano impegnato per l’unità della Chiesa e per la pace?

“Toniolo impressiona per la ricchezza delle dimensioni che contraddistinguono la sua personalità e, pertanto, anche la sua santità. A partire dalla dimensione della famiglia, che visse in pienezza, con una stupenda esperienza di unità coniugale e sette figli, ai quali si dedicò con amore. Quanto alla professione, la cattedra universitaria era per lui un impegno ‘religioso’. Chiama i suoi discepoli ‘sacro deposito’, ‘amici del suo cuore’. È su questa base di una santità del quotidiano, tra famiglia e professione, che si sviluppa anche il Toniolo pubblico del movimento cattolico, con le sue molteplici iniziative per lo sviluppo della testimonianza cristiana nel sociale”.

 

Per molti aspetti, possiamo considerare Toniolo un precursore, ad esempio nella sua concezione di un’economia non sganciata dall’etica.

“Se guardiamo alla crisi economica attuale, che ha certamente una delle sue cause nel deficit di etica a livello di criteri e modelli della finanza mondiale, il discorso del Toniolo, tutto imperniato sul tema dell’intrinseco rapporto tra etica ed economia, appare di bruciante attualità”.

Anche nel rapporto tra fede e cultura Toniolo aveva posizioni all’avanguardia…

“Aveva compreso che gran parte dell’efficacia della testimonianza cristiana passa per la capacità della fede di incidere sulla cultura. Le sue iniziative furono un ‘progetto culturale’ che si venne dipanando nel tempo. Si ispirava in particolare a un testo del Concilio Vaticano I in cui si dice che tra fede e scienza non solo non c’è opposizione, ma tra le due è possibile un rapporto di contributi fecondi. La fede è fatta per stimolare e generare cultura”.