Il Papa che sfidò Hitler

Intervista allo storico tedesco Michael Hesemann, autore di un nuovo, documentatissimo libro su Pio XII

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Da quarant’anni scatena aspri dibattiti il tema dei rapporti tra Pio XII e il regime nazista negli anni ’30-40. Su La Voce siamo tornati più volte sull’argomento, anche in tempi recenti, contribuendo a dissipare le calunnie che continuano a infangare il nome di Eugenio Pacelli. E presto, entro ottobre, le edizioni Paoline pubblicheranno la versione italiana del documentatissimo saggio Der Papst, der Hitler trotze (Il Papa che sfidò Hitler) dello storico tedesco Michael Hesemann. Lo abbiamo intervistato.

Quali sono le principali novità del suo libro? “Beh, vi si trovano approfondimenti che è raro rinvenire in pubblicazioni italiane. Grazie al fatto di essere tedesco, ho avuto accesso a documenti altrimenti difficili da reperire. Inoltre mi sono avvalso della collaborazione di numerosi specialisti, come la professoressa Ilse-Lore Konopatzki, autrice del più dettagliato saggio esistente sull’infanzia di Pacelli, che presenta in esclusiva i temi da lui scritti al liceo. Purtroppo il volume della Konopazki non ha trovato un editore in Italia, quindi lei stessa mi ha autorizzato a riportare nel mio libro varie citazioni. Per i lettori italiani sarà un’anteprima assoluta”.

E c’è dell’altro..”Sì, ho ottenuto il permesso di consultare l’Archivio segreto vaticano, dove ho scoperto testi che testimoniano i rapporti di Pacelli con l’allora neonato movimento sionista, all’indomani della Prima guerra mondiale. Va ricordato che il sionismo era guardato con sospetto in molti circoli cattolici, mentre Pacelli simpatizzava esplicitamente con gli ebrei. Ebbe anche un compagno di scuola ebreo, del quale frequentava la casa e con il quale, addirittura, celebrava il Sabato. Il che dimostra che le accuse di antisemitismo che gli vengono mosse da biografi come John Cornwell e Daniel J. Goldhagen sono totalmente false. Pacelli fece sempre del suo meglio per venire incontro alle richieste da parte ebraica, sia quando lavorava in Segreteria di Stato, sia quando era nunzio apostolico in Germania”.

E quindi, la sua presunta simpatia per Hitler? “Ho avuto l’opportunità di documentare a fondo uno degli aspetti più affascinanti del suo pontificato: la sua collaborazione segreta con la Resistenza militare tedesca per abbattere Hitler. Per quel tentativo è diventato famoso il colonnello Claus von Stauffenberg, che però entrò solo alla fine a far parte della cospirazione, ordita fin dal 1939 dal generale Ludwig Beck. Tramite l’avvocato Joseph Mueller, i cospiratori si misero in contatto con il Papa perché chiedesse il sostegno degli inglesi. Pio XII accettò, nonostante i Patti lateranensi lo vincolassero alla neutralità. Altro che amico di Hitler! Tramava contro di lui!”.

Tant’è che al termine della Seconda guerra mondiale Pio XII era considerato un eroe da tutti, ebrei compresi. Poi cos’è successo? “Pio XII salvò 850.000 ebrei dalla Shoah, come è stato appurato dallo storico israeliano Pinchas Lapide. Per la sua opera il Papa venne elogiato da personaggi come Chaim Weizmann, primo presidente dello Stato di Israele, e Golda Meir. Numerosi sopravvissuti andarono a ringraziarlo di persona. Gli ebrei italiani gli dedicarono una giornata di ringraziamento il 17 aprile 1955, appendendo anche una targa commemorativa al Museo della Resistenza di Roma’ targa che ‘stranamente’ non c’è più. Allora, cos’è successo? È successo che la propaganda ha funzionato. A oliare la macchina propagandistica è stato il drammaturgo opportunista tedesco Rolf Hochhuth, autore dell’opera Il Vicario, prodotta con l’appoggio di Mosca. Hochhuth dipinge Pacelli come un gelido politicante che decide di tacere sulla Shoah perché Hitler gli torna utile per frenare Stalin. E siccome oggi la Storia non la scrivono più gli storici ma i mass media’ ecco che è nata una nuova ‘leggenda nera’ contro la Chiesa. La verità è che Pio XII, al contrario, accettò l’alleanza tra America e Russia purché Hitler venisse sconfitto. Solo al termine della guerra si impegnò nella lotta contro il comunismo”.

“Leggenda nera”? Che significa? “È un tema su cui ho scritto un altro libro, pubblicato di recente in Italia: Contro la Chiesa. Si tratta di leggende anticlericali fabbricate ad hoc, che utilizzano sempre gli stessi mezzi. Il triste è che alla fine ci credono anche molti cattolici’. Tornando a ‘Il Vicario” ‘Il Pio XII rappresentato da Hochhuth è pura finzione. Non ha nulla in comune con il vero Eugenio Pacelli. Un esempio: nel dramma teatrale, il Papa viene a sapere dello sterminio degli ebrei da un gesuita, padre Riccardo, ma non se ne cura; preferisce pensare alle somme versate dai ricchi benefattori alle casse vaticane per Natale’ Ora, il vero Pio XII ebbe notizia della Shoah da un sacerdote romano, don Pirro Scavizzi, che aveva visitato i soldati italiani al fronte orientale. Quando ascoltò il suo racconto, il Papa pianse e pregò, poi i due studiarono immediatamente un piano di intervento concreto. Per i due anni seguenti, la priorità umanitaria fu la salvezza degli ebrei. L’unico motivo per cui il Papa non denunciò pubblicamente Hitler fu per evitare ritorsioni contro i cattolici tedeschi e, soprattutto, vessazioni ancora peggiori contro gli ebrei. Una netta opposizione avrebbe impedito la silenziosa opera di soccorso. Tacere gli era pesante, ma sapeva che solo due eventi potevano fermare il Fuehrer: un colpo di Stato o una vittoria degli Alleati. E lui diede sostegno a entrambe le operazioni”.
C’è la possibilità che Pio XII venga presto beatificato? ‘Come afferma un proverbio cinese: è sempre difficile fare previsioni’ soprattutto per il futuro. Personalmente lo ritengo non solo un santo, ma un grande santo e un eroe. Il processo di beatificazione ha raccolto dati stupefacenti sulle sue virtù; adesso la decisione spetta a Benedetto XVI. La situazione è spinosa, con molti aspetti di cui tener conto. Purtroppo parecchi ebrei si sono lasciati convincere dalle tesi di Hochhuth. A volte le passioni in campo sono più forti dell’evidenza dei fatti; però, alla fine, la Verità vince’.

AUTORE: Dario Rivarossa