Il Punto Il segreto della Germania

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Questo giornale è stato stampato poche ore prima della partita Italia-Germania, e quindi il mio scritto non è influenzato dall’esito. Calcio a parte, che non mi compete, voglio fare un piccolo elogio della Germania. Tutti si aspettano che salvi l’economia europea e rimproverano la sua avarizia. Ma i tedeschi, come le vergini prudenti della parabola, possono dire: “Non chiedeteci l’olio delle nostre lampade, perché poi non basterà né a voi né a noi”. La Germania economicamente sta bene e ha i conti in ordine, ma non ha soldi da buttare. Se si facesse carico del debito della Grecia, poi della Spagna, poi dell’Italia, poi del Portogallo, salterebbe in aria, e noi con lei. Il famoso spread esiste ed è minacciosamente alto non per la prepotenza e la malvagità dei tedeschi, ma perché gli investitori internazionali (le banche inglesi, americane, cinesi, ecc.) preferiscono comprare buoni del Tesoro tedeschi che rendono il 2 per cento, invece che quelli italiani e spagnoli che danno il 7. Insomma, loro riscuotono fiducia e noi no; la colpa non è loro. E di chi è la colpa se tanti italiani acquistano automobili tedesche, mentre i tedeschi quelle italiane non le comprano neanche per sbaglio? Non sarà per caso che quelle sono fatte meglio? Certo, la Germania si è macchiata storicamente di colpe orribili verso l’Europa e l’umanità intera. Ma ha pagato. Alla fine della Seconda guerra mondiale la Germania era rasa al suolo e non esisteva più come Stato. Il bombardamento di Dresda, a guerra praticamente finita, aveva fatto più morti di quello di Hiroshima. Il trattamento fatto dalle Armate sovietiche alla popolazione delle regioni più orientali non è neanche immaginabile. Ma i tedeschi, ripartendo da sotto zero, con sacrifici e fatiche hanno ricostruito tutto, e dopo venti o trent’anni erano di nuovo l’economia più forte in Europa. Il segreto? La serietà, la disciplina, la capacità organizzativa, la correttezza negli affari, il principio per cui ciascuno, in alto o in basso, fa la sua parte nell’interesse di tutti, e la fa come deve essere fatta, senza furbizie e senza imbrogli. I popoli che hanno il culto della furbizia, invece, sono quelli che in Europa stanno peggio. Impareranno?

AUTORE: Pier Giorgio Lignani