In una cattedrale gremita e commossa l’ultimo saluto a monsignor Elio Bromuri

Tempo di lettura: 209 secondi

DSC_2804

Non c’erano solo i Vescovi dell’Umbria, i sacerdoti e i religiosi della diocesi di Perugia-Città della Pieve. Non c’erano solo i rappresentanti delle Istituzioni locali – come Comune e Regione – e nazionali.

Non c’erano solo i collaboratori, gli amici e i familiari. C’era l’intera città di Perugia a salutare questo pomeriggio, 18 agosto, monsignor Elio Bromuri nella cattedrale di San Lorenzo all’indomani della sua scomparsa, avvenuta ieri dopo una lunga malattia.

C’era la Perugia città universitaria, la Perugia città di culture e religioni diverse – presenti l’Imam, sacerdoti ortodossi e rappresentanti di numerose confessioni cristiane -, la Perugia che ha trovato in questi anni in mons. Bromuri il proprio punto di riferimento.

Erano tutti lì – in una cattedrale gremita, ma raccolta e commossa – a dare l’ultimo saluto all’intellettuale, al sacerdote, al filosofo, ma soprattutto all’uomo.

La cerimonia – Dell’uomo ha parlato l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, il cardinale Gualtiero Bassetti, che ha presieduto le esequie. Insieme a lui il vescovo ausiliare Paolo Giulietti, l’emerito Giuseppe Chiaretti, l’arcivescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro Riccardo Fontana e i confratelli dell’episcopato umbro Renato Boccardo, Pietro Bottaccioli, Domenico Cancian, Mario Ceccobelli, Gualtiero Sigismondi, Domenico Sorrentino e Benedetto Tuzia. A concelebrare anche una sessantina di sacerdoti e religiosi.

L’omelia – Nel corso della sua omelia, il cardinale Bassetti ha ricordato con affetto mons. Bromuri: “Per noi  resterà sempre ‘don Elio’: un uomo, un sacerdote di grande valore, un intellettuale acuto, un vero perugino. Concretamente e fin dai primi passi della vocazione sacerdotale, ha cercato di incarnare l’aspetto oblativo dell’esistenza umana: donarsi con tutto quello che si ha e che si è; mettersi a completa disposizione per servire la Parola e  il Popolo di Dio”.

Richiamandone la vita e le opere, il cardinale ha posto l’accento sulla missione prima di mons. Bromuri: “La carità – ha dichiarato -, in forma di servizio all’unità della Chiesa e del genere umano, è stata la missione pastorale di don Elio: se n’è giovata la città e la diocesi perugina, ma anche l’intera regione. Parafrasando una frase di Paolo VI circa la Chiesa, possiamo dire che anche il nostro don Elio è stato un ‘esperto in umanità’, non solo per le tantissime persone che nel corso della sua vita si sono avvicinate a lui e tramite lui a Cristo, ma, soprattutto, per aver saputo cogliere in profondità i drammi, le incertezze, le euforie di un’umanità che ha trovato troppo spesso nel mito del progresso sociale l’alibi per una vita dissipata e incurante dei valori della tradizione cristiana, ossia umana. Tutto questo egli ha vissuto, annotato e giudicato, sempre nell’ottica della misericordia, alla cui luce anche un mondo disperso e dilaniato troverà la sua trasfigurazione”. Per il testo integrale dell’omelia vedi qui.

Il ricordo della città – Ma la vita e l’attività di don Elio sono state raccontate, nel corso delle esequie, dalle parole e dal ricordo dei suoi più stretti collaboratori: Annarita Caponera per il Centro ecumenico e universitario San Martino, Carlo Cirotto per il Centro Internazionale d’accoglienza di via Bontempi e Maria Rita Valli per il settimanale La Voce e per il Meic (Movimento ecclesiale di impegno culturale). “Don Elio era l’uomo del dialogo, sapeva metterci intorno a un tavolo e formarci, insegnarci e confrontarsi con noi – ha sottolineato Anna Rita Caponera -. Il più grande insegnamento che mi ha lasciato è quello di puntare sempre all’essenziale e di trovare lì la chiave per il dialogo ecumenico ed interreligioso”. “L’ostello è stato la casa di don Elio – ha raccontato commosso Cirotto -, dove, dalla sua stanzetta, ha incontrato e accolto i mille giovani che hanno varcato il portone di via Bontempi. Don Elio, siamo sicuri che ora sarai nei Cieli a costruire un ostello ancora più bello!”. Infine Maria Rita Valli: “Don Elio diceva sempre: ‘C’è una gerarchia delle verità’. Per lui, in cima a tutto c’era la Verità di Gesù Cristo e del Vangelo. Così ha speso tutta la sua vita per diffondere la Parola con la ‘p’ maiuscola attraverso le parole con la ‘p’ minuscola”.

Le esequie – Galleria fotografica

18/08/2015 – Foto Andrea Coli

[ad-gallery include=”42600,42601,42602,42625,42623,42622,42630,42629,42628,42627,42626,42621,42620,42619,42618,42617,42616,42615,42614,42613,42612,42611,42610,42609,42608,42607,42606,42605,42604,42603,42599,42598,42597,42596,42595,42594″ slideshow=”false”]

 

AUTORE: Laura Lana

2 COMMENTS

  1. Mauricio Yushin Marassi, esponente di spicco del buddhismo zen in Italia e docente all’Università di Urbino, comunica:
    “Un uomo di spessore, onesto, solido e senza paura. Questo mi era rimasto di lui.”

  2. Condividiamo la comune preghiera pr Don Elio che sempre ci ha guidato nel cammino cristiano. Il suo grande spirito missionario ed ecumenico è un faro per noi tutti! Grazie al Signore per avercelo donato e che possa sempre accompagnarci con il suo sostegno
    Anna Maria e Francesco Berardi

Comments are closed.