Innestati in Cristo

PAPA FRANCESCO. La catechesi sui sacramenti

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Un battesimo amministrato qualche anno fa dall’allora card. Bergoglio quando era arcivescovo di Buenos Aires
Un battesimo amministrato qualche anno fa dall’allora card. Bergoglio quando era arcivescovo di Buenos Aires

“Cari fratelli e sorelle – ha esordito Papa Francesco all’udienza generale dell’8 gennaio -, buongiorno! Oggi iniziamo una serie di catechesi sui sacramenti, e la prima riguarda il battesimo. Per una felice coincidenza, domenica prossima ricorre proprio la festa del Battesimo del Signore”.

Il testo completo dell’intervento si può leggere sul sito del Vaticano (www.vatican.va). Qui di seguito un’ampia sintesi.

“Il battesimo – ha ricordato il Vescovo di Roma – è il sacramento su cui si fonda la nostra stessa fede, e che ci innesta come membra vive in Cristo e nella sua Chiesa. Insieme all’eucaristia e alla confermazione forma la cosiddetta ‘iniziazione cristiana’, la quale costituisce come un unico, grande evento sacramentale che ci configura al Signore e fa di noi un segno vivo della sua presenza e del suo amore”.

“Può nascere in noi – ha soggiunto – una domanda: ma è davvero necessario il battesimo per vivere da cristiani e seguire Gesù? Non è in fondo un semplice rito, un atto formale della Chiesa per dare il nome al bambino e alla bambina?… Non è una formalità! È un atto che tocca in profondità la nostra esistenza… Non è lo stesso una persona battezzata o una persona non battezzata. Noi, con il battesimo, veniamo immersi in quella sorgente inesauribile di vita che è la morte di Gesù, il più grande atto d’amore di tutta la storia. E grazie a questo amore possiamo vivere una vita nuova, non più in balìa del male, del peccato e della morte, ma nella comunione con Dio e con i fratelli”.

“Siamo chiamati – ha proseguito Francesco – a vivere il nostro battesimo ogni giorno, come realtà attuale nella nostra esistenza. Se riusciamo a seguire Gesù e a rimanere nella Chiesa, pur con i nostri limiti, con le nostre fragilità e i nostri peccati, è proprio per il sacramento nel quale siamo diventati nuove creature e siamo stati rivestiti di Cristo. È in forza del battesimo, infatti, che, liberati dal peccato originale, siamo innestati nella relazione di Gesù con Dio Padre; che siamo portatori di una speranza nuova, perché il battesimo ci da questa speranza nuova: la speranza di andare sulla strada della salvezza, tutta la vita. E questa speranza niente e nessuno può spegnere, perché la speranza non delude. Ricordatevi: la speranza nel Signore non delude mai. Grazie al battesimo, siamo capaci di perdonare e di amare anche chi ci offende e ci fa del male; riusciamo a riconoscere negli ultimi e nei poveri il volto del Signore che ci visita e si fa vicino”

“Un ultimo elemento – ha concluso -, che è importante. E faccio la domanda: una persona può battezzarsi da se stessa? Nessuno può battezzarsi da sé! Nessuno. Possiamo chiederlo, desiderarlo, ma abbiamo sempre bisogno di qualcuno che ci conferisca questo sacramento nel nome del Signore. Perché il battesimo è un dono che viene elargito in un contesto di sollecitudine e di condivisione fraterna. Sempre nella storia, uno battezza l’altro, l’altro, l’altro… è una catena. Una catena di grazia. Ma io non mi posso battezzare da solo: devo chiedere a un altro il battesimo. È un atto di fratellanza, un atto di filiazione alla Chiesa. Nella celebrazione del battesimo possiamo riconoscere i lineamenti più genuini della Chiesa, la quale come una madre continua a generare nuovi figli in Cristo, nella fecondità dello Spirito santo”.

“Chiediamo allora di cuore al Signore di poter sperimentare sempre più, nella vita di ogni giorno, questa grazia che abbiamo ricevuto con il battesimo. Incontrandoci, i nostri fratelli possano incontrare dei veri figli di Dio, veri fratelli e sorelle di Gesù Cristo, veri membri della Chiesa”.