Isis: stiamo attenti alle trappole

TERNI. Incontro con il vaticanista Andrea Tornielli sul tema “Guerre sante o dialogo? La Chiesa e gli altri, da Paolo VI a Papa Francesco” presso la parrocchia dei Ss. Lorenzo e Cristoforo

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Truppe dell’Isis durante l’assedio alla città siriana di Kobane
Truppe dell’Isis durante l’assedio alla città siriana di Kobane

In un momento in cui, a motivo di quanto sta accadendo in Medio Oriente, da molte parti arrivano “messaggi semplificatori” che propongono l’idea di una guerra santa tra cristianesimo e islam, i cristiani “non devono cadere in questa trappola”, ma – guardando a Papa Francesco – “fare i conti con la complessità della realtà”. Lo ha detto Andrea Tornielli intervenendo, di fronte a centinaia di persone, all’incontro sul tema “Guerre sante o dialogo? La Chiesa e gli altri, da Paolo VI a Papa Francesco”, promosso dalla parrocchia dei Santi Lorenzo e Cristoforo di Terni.

Il vaticanista de La Stampa, coordinatore del canale web Vatican Insider, ha illustrato la situazione dell’Iraq e della Siria ricordando come ciò che è in corso è uno scontro feroce in primo luogo all’interno del mondo musulmano: “Se si vuole cercare di fermare il Califfato, e proteggere le minoranze che sono minacciate o già oggetto di persecuzioni, si deve tenere conto di qual è la sua ideologia. L’intervento armato solo americano, o americano ed europeo, rientra infatti nel cliché che è stato predisposto dal Califfo stesso, che potrà in questo modo presentare la guerra come lo scontro finale tra l’islam aggredito e i ‘crociati’ cristiani”.

Papa Francesco ha chiesto il coinvolgimento delle Nazioni Unite, “un’istituzione alla quale sembra ormai essere soltanto la Chiesa a credere, e che di fatto non è stata coinvolta”.

“Uno sguardo realista a ciò che sta accadendo – ha detto ancora Tornielli – dovrebbe far ricordare la posizione profetica di san Giovanni Paolo II, che nel 2003 si oppose con tutte le sue forze alla guerra in Iraq, evento gravido di conseguenze destabilizzanti. E oggi bisogna guardare alle coraggiose parole di Francesco, che ha ricordato il peso dei mercanti di armi e della compravendita degli armamenti delle economie dei Paesi, chiedendosi se certi conflitti scoppino a causa di problemi reali o non siano anche provocati da chi è interessato al commercio illegale di questi strumenti di morte”.

Ricordando la figura di Paolo VI, Tornielli ha citato un’importante apertura che Papa Montini fece verso il mondo musulmano, durante il suo viaggio in Uganda nel luglio 1969, rendendo omaggio ai primi martiri cristiani africani, uccisi tra il 1885 e il 1887, nell’ambito di persecuzioni scatenate da re tribali locali. Il Papa in quella occasione disse: “Noi siamo sicuri di essere in comunione con voi (musulmani, ndr) quando imploriamo l’Altissimo di suscitare nel cuore di tutti i credenti dell’Africa il desiderio della riconciliazione, del perdono, così spesso raccomandato nel Vangelo e nel Corano”.

1 COMMENT

  1. siamo stanchi di guerre di vedere città distrutte innocenti uccisi solo per aumentare un’influenza su una nazione, i capi di stato facciano pressione sui propri scienziati, su gruppi di studio per cercare di migliorare la qualità della vita dei propri cittadini, questa deve essere la nuova guerra, migliorare la qualità della vita, dei propri cittadini, aiutarli a trovare il piacere di migliorare la propria cultura, a perseguir i propri sogni senza ingannarli con false notizie per poter fare delle politiche assurde prevaricanti e omicide.

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