La Chiesa umbra: oggi e domani

Si terrà il 13 marzo ad Assisi il seminario di studio organizzato dalla Ceu

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La Chiesa che è in Umbria, costituita da otto diocesi con i loro Pastori, negli ultimi decenni si è sempre più percepita come comunità di ”Chiese sorelle”, in comunione di fede e di testimonianza cristiana che si traduce in progetti pastorali e comuni obiettivi da perseguire nei vari settori della vita ecclesiale. Pur essendo Chiese particolari nella pienezza della loro missione, per la esiguità del numero dei fedeli (l’Umbria complessivamente, anche con l’apporto demografico degli immigrati, non arriva a 900 mila abitanti) e per alcuni tratti omogenei di storia e cultura della regione, si sono sentite nella opportunità di operare insieme, ponendo in atto una rete di scambi e collaborazioni. Esempi di ciò si hanno nel Seminario regionale, nell’Istituto teologico di Assisi, nel settimanale La Voce, nelle strutture regionali delle principale attività della Chiesa: Caritas, Catechesi, Insegnamento della religione cattolica, Comunicazioni sociali, Portale informatico della Ceu, con link di tutte le diocesi (www.chiesainumbria.it), Azione cattolica, Ecumenismo e dialogo interreligioso, Forum famiglie, Movimento per la vita, Pastorale giovanile. Ciò è stato possibile sia per la decisione convinta dei Vescovi che si sono succeduti nelle cattedre delle diocesi umbre, sia per la conoscenza e amicizia che esiste tra i presbiteri che si sono formati nello stesso seminario, sia per la consapevolezza, avvenuta più chiara dopo l’istituzione della Regione Umbria (Prime elezioni regionali 1970). Si può dire che la dimensione regionale è stata assunta dalla Chiesa prima che dalle pubbliche istituzioni. Non si può dire che ciò sia da considerare un successo e un risultato consolidato, permanendo molte spinte particolaristiche e di campanile, ma la via che si è tracciata è quella maggiormente rispondente all’evoluzione dei tempi. In ambito civile, i 92 Comuni umbri non hanno alcuna possibilità di rispondere ai bisogni dei cittadini senza l’apporto dei servizi messi in atto dalla Regione. La Chiesa, a sua volta, si trova in una situazione analoga e, d’altronde, non può trascurare l’istituzione regionale che ha un vero potere legislativo ed amministrativo che incide pesantemente nella vita delle persone, la sanità, l’educazione, la formazione professionale, la mobilità, la comunicazione, l’ambiente, i beni artistici e culturali. Il radicamento nel territorio, proprio della comunità cristiana, non può trascurare le varie articolazioni dello stesso, cercando di rapportarsivisi in maniera congrua. Nei confronti della regione, questa maniera congrua è quella unitaria, di una Chiesa dimensionata regionalmente. Sappiamo bene “ad intra” che la configurazione regionale non è una categoria ecclesiologica propria (anche se vi sono sinodi regionali), ma “ad extra” la regionalità della Chiesa è un dato riconosciuto. Attualmente si cammina più intensamente che mai nella direzione intrapresa. Ne è sufficiente e eloquente prova ed anche frutto, la recente legge sulla famiglia “Disciplina dei servizi e degli interventi a favore della famiglia”, approvata dal Consiglio regionale dell’Umbria (9 febbraio 2010), promossa da una petizione popolare con 12 mila firme. In questa direzione è andato anche il Convegno di Assisi promosso dalla Conferenza episcopale umbra sul tema ”L’Umbria e il bene comune” (19/12/2009, che sarà aggiornato con un approfondimento nell’incontro del 13 marzo prossimo. Nella attuale fase della sua vita, la Chiesa in Umbria si interroga per conoscere quale siano le priorità da porre in programma per il prossimo decennio, che la Cei ha inteso dedicare alla sfida educativa. La domanda che Vescovi, presbiteri, religiosi e fedeli laici si pongono è: che cosa dice oggi lo Spirito santo alle otto Chiese sorelle che sono in Umbria? Prima dei programmi siamo invitati dai vescovi ad ascoltare e fare discernimento comunitario. Sarà utile per tutti il contributo di ognuno.. Il programma Si terrà sabato 13 marzo il seminario di studio “La Chiesa umbra: oggi e domani”, promosso dalla Conferenza episcopale umbra, come approfondimento di uno dei temi presentati al seminario del 19 dicembre scorso su “L’Umbria e il bene comune”. I lavori si terranno al Pontificio seminario regionale di Assisi. Aprirà l’incontro (la partecipazione è su invito) mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni-Narni-Amelia, presidente della Ceu. Introdurrà il tema la comunicazione del sociologo Luca Diotallevi che al seminario del 19 dicembre presentò una analisi sulla presenza e il ruolo dei cattolici in Umbria (il testo nella sezione “Documenti” del sito web www.chiesainumbria.it). Diotallevi è docente di Sociologia all’Università Roma Tre e autore di volumi che trattano di sociologia religiosa, con particolare riferimento alla situazione della Chiesa cattolica in Italia. La sua più recente pubblicazione è Una alternativa alla laicità, Rubbettino 2010, in cui mette a confronto i due sistemi di rapporto tra Chiesa e Stato: la laicità di stampo francese e la religious freedom di tipo americano.

AUTORE: Elio Bromuri