La Danimarca chiude le porte ai siriani

Non importa che in Siria tu non abbia più una casa dove tornare perché la tua vecchia abitazione è stata distrutta dai combattimenti, e non importa nemmeno che la tua giovane età non ti consenta di ricordare nulla della Siria. Non importa neanche se il permesso di soggiorno viene rinnovato ai più giovani mentre i più vecchi sono costretti a rientrare, e che questo divida di fatto le famiglie. Il Governo danese ha deciso che la guerra in Siria può considerarsi terminata, e pertanto non c’è più motivo di rinnovare l’accoglienza dei profughi siriani in Danimarca.

A completare il quadro surreale delle decisioni politiche del Governo danese vi è che, proprio a motivo dell’instabilità delle condizioni della Siria, la Danimarca non ha una sede diplomatica a Damasco, né tantomeno un proprio ambasciatore. Quella del Paese nordeuropeo è una vera e propria politica, per cui il mese scorso è stata avanzata una proposta di legge che intende ridurre la concentrazione di persone non occidentali nei ghetti ed evitare la creazione di “società parallele” religiose e culturali, in contrasto con quella tradizionale danese.

D’altra parte anche il numero dei profughi in arrivo è diminuito drasticamente, tanto che la premier Mette Frederiksen ha detto chiaramente che l’obiettivo è avere “zero richiedenti asilo”.

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