La diocesi di Assisi in lutto per la morte di mons. Vittorio Peri

Il ricordo del vescovo Sorrentino, dell'Ita e Issra, dell'amministrazione comunale assisana e del presidente nazionale del Csi, Bosio

È tornato alla casa del Padre nella prima mattinata del 24 agosto monsignor Vittorio Peri, attuale vicario episcopale per la cultura della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino. Monsignor Peri era nato a Fossato di Vico il 4 settembre del 1932 ed era stato incardinato nella diocesi assisana il 30 settembre del 1982.

I numerosi incarichi

Uomo di grande spessore spirituale e culturale monsignor Peri ha ricoperto numerosi incarichi; monsignor Sergio Goretti lo nominò canonico della cattedrale di San Rufino e nel 1983 vicario generale della diocesi per più di dieci anni. Importanti e molteplici i suoi incarichi sia a livello nazionale che locale.

Nel 1998 la Conferenza episcopale italiana lo nomina consulente ecclesiastico nazionale del Centro sportivo italiano (Csi), incarico che gli verrà ulteriormente rinnovato nel successivo triennio. Nel 1999 viene nominato per un triennio preside dell’Istituto teologico di Assisi dove ha anche insegnato.

Dal 2000 al 2006 è stato priore del Capitolo della chiesa cattedrale di San Rufino dove ha rappresentato e coordinato con attenzione l’attività dell’ente. Brillante scrittore e giornalista, nel 2002 gli viene affidato l’ufficio stampa della diocesi e l’organizzazione mediatica in sinergia con la Sala stampa della Santa Sede della Giornata mondiale di preghiera per la pace celebrata in Assisi alla presenza di papa San Giovanni Paolo II. Nel 2004 viene nominato assistente spirituale dell’Istituto secolare “Spigolatrici della Chiesa”.

Nel 2006 l’attuale vescovo, monsignor Domenico Sorrentino, lo ha nominato vicario giudiziale e vicario episcopale per la cultura, incarichi che ha ricoperto fino a oggi con tanto impegno, nonostante la malattia.

Nel 2009 viene chiamato a ricoprire l’incarico di vicario giudiziale aggiunto del Tribunale ecclesiastico regionale umbro. Nel 2010 viene nominato presidente nazionale della Federazione italiana dell’Unione apostolica del clero e membro del Comitato etico scientifico dell’Istituto Serafico di Assisi dove ha ricoperto anche il ruolo di vice presidente. Attuale direttore del mensile diocesano Chiesa Insieme ha sempre continuato a coordinare l’attività, a scrivere il suo editoriale ‘Parabole moderne’ per lo stesso bollettino e per altre testate locali.

Tra le tante pubblicazioni

Brillante e notevole la sua produzione letteraria con una serie di pubblicazioni di vario genere, dal libro Assisi ‘93, Fotocronaca di una speranza a San Ludovico da Casoria, da Uomini e Pietre a Rita da Cascia, da Alla fine l’amore, domande e risposte sull’Aldilà a Pensieri sparsi verso l’Oltre.

Il ricordo del vescovo Sorrentino

“Piangiamo la scomparsa del nostro confratello, il caro don Vittorio – dice il vescovo Sorrentino – di cui personalmente ho potuto apprezzare la grande fede, forte, fervida e riservata, lo spessore culturale con un’attenzione alla bellezza e alla conoscenza. Preghiamo per lui e siamo vicini ai suoi parenti in questo momento di dolore nella consapevolezza che ci proteggerà dal Cielo”.

La cerimonia funebre, presieduta dal vescovo, si terrà il 26 agosto alle ore 10 nella cattedrale di San Rufino.

Il comunicato dell’Ita e dell’Issra

Anche l’Istituto teologico e l’Istituto di scienze religiose di Assisi – in un comunicato a firma di mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia, moderatore degli Istituti, di padre Giulio Michelini, preside Ita e suor Roberta Vinerba, direttore Issra – “partecipano al dolore del presbiterio della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, come a quello dei suoi familiari, per la scomparsa dell’amato mons. Vittorio Peri. Consulente ecclesiastico nazionale del Centro sportivo italiano, presidente nazionale dell’Unione apostolica del clero, già vicario generale e poi vicario giudiziale e vicario episcopale per la cultura della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, è stato docente di Diritto canonico e poi preside dell’Istituto teologico dal 1999 al 2005.

Professore competente e attento agli studenti e ai colleghi docenti, ha accompagnato l’Istituto in alcuni passaggi importanti della sua storia. Mentre ringraziamo il Signore per quanto di bene è stato compiuto attraverso di lui, lo affidiamo alla Sua misericordia”.

La partecipazione al dolore dell’amministrazione comunale di Assisi

Anche l’amministrazione comunale di Assisi “piange la scomparsa terrena di monsignor Vittorio Peri. Una vita al servizio della Chiesa – scrive in un comunicato – sempre dalla parte dei più deboli e dei bisognosi. Uomo di alta cultura e di elevato spessore umano, si è sempre messo a disposizione della comunità di Assisi”. Dopo aver ricordato alcuni dei suoi incarichi, tra cui anche quello di “membro del Comitato etico-scientifico dell’Istituto Serafico di Assisi” – la nota conclude con la partecipazione “al dolore dei familiari, con la consapevolezza che l’opera e l’impegno di monsignor Peri rimangono vivi nella mente e nel cuore di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo, stimarlo e amarlo”.

Il riconoscimento dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria e la collaborazione con il settimanale “La Voce”

Mons. Vittorio Peri era iscritto all’Ordine dei giornalisti dell’Umbria da 60 anni e per questo nel settembre 2020 aveva ricevuto dall’Ordine stesso un riconoscimento,  anche quale iscritto più longevo. Nell’impossibilità di essere presente alla consegna della targa, chiese al direttore del nostro giornale, Daniele Morini, di partecipare alla cerimonia al suo posto. Mons. Peri “dal 1961 al ’63, – come ricorda lui stesso in un’intervista su La Voce  dell’11 settembre 2020, a firma di Daniele Morini – ha fatto parte della redazione centrale del settimanale “che allora era a Fossato di Vico – ricorda mons. Peri –  insieme a don Pietro Bottaccioli di Gubbio e a don Agostino Rossi di Spoleto”. Poi negli anni successivi ha continuato a collaborare con La Voce scrivendo vari articoli. Era anche iscritto all’Ucsi Umbria (Unione cattolica della stampa italiana) della quale era stato anche assistente spirituale.

Il cordoglio del presidente nazionale del Csi, Bosio

“Non posso nascondere – scrive il presidente nazionale del Centro sportivo italiano, Vittorio Bosio – che la notizia mi ha messo in uno stato d’animo di umano dolore, Intimamente malinconico e commosso, per un saluto che mai avrei voluto fare: don Vittorio Peri è tornato alla casa del Padre. Lo dico nello spirito cristiano, consapevole che la speranza della vita eterna è quel sentimento che cambia lo sguardo sulla storia umana, e in particolare cambia lo sguardo sulla morte. Don Vittorio, tornato alla casa del Padre è perciò ora tanto più vicino a noi di quanto lo sia mai stato.

Vicino, a me come ai tanti amici che al suo paterno affetto ricorrevano nei momenti difficili, don Vittorio lo è stato davvero e in modo concreto, profondo, pur nel suo modo lieve e garbato, nella certezza che nella realizzazione del Vangelo c’è la risposta ad ogni tormento umano. Di lui ho nel cuore anche i momenti di preghiera, di silenzio, di meditazione. Poiché avevamo lo stesso grande scopo, quello di promuovere l’Associazione su tutto il territorio nazionale, ci capivano nello sguardo, senza bisogno di tante parole. Oggi più che mai sento di avere avuto in lui come amico e sostegno, un uomo di grande cultura e di grande umanità, capace di donare il suo tempo e di offrire la sua visione della vita con semplicità.

Di lui è giusto ricordare che sapeva esserci quanto più era difficile farlo. Non era, insomma, di quelle persone che sanno essere vicine solo nei momenti felici. Anzi: era proprio nei momenti difficili che ti faceva sentire la sua operosa vicinanza. A volte anche senza doverlo cercare. Sapeva infatti quando era il momento di farsi avanti ad offrire il proprio aiuto.
Don Vittorio aveva la sensibilità di cercare il positivo anche nelle vicende più dolorose, e per questo era capace di illuminare l’orizzonte anche quando sembrava che tutto fosse buio.
In lui, sia io che i tanti amici che hanno avuto responsabilità nella vita del Csi, abbiamo trovato sempre un sincero incoraggiamento a scegliere il percorso giusto, a fare la strada che, per quanto complicata, ti portava avanti, ti portava in alto. Sempre per il bene dell’associazione, sempre nel segno della Provvidenza, innamorato com’era del ruolo educativo e formativo dello sport cristianamente ispirato qual è quello del Centro sportivo italiano.

Questo va sottolineato: ha amato il Csi e la sua mission, e lo ha dimostrato, prendendo per mano l’associazione, negli anni del suo impegno con noi, per la realizzazione di grandi ideali ma sempre calando il Vangelo nella quotidianità. Sono esempi che ho scolpiti nel mio cuore e ai quali ricorro quando sento il bisogno di una guida. Tanti esempi virtuosi che conservo nel cuore.

Mi mancherà e mancherà a tutto il Centro sportivo italiano. Don Vittorio è stato esempio di militanza associativa, appassionandosi a discipline come il rugby, ma anche alla pallavolo e altre, occupandosi di formazione e ispirando tantissimi dirigenti. Un impegno straordinario che approda, a partire dal 1995, con la nomina, da parte della Conferenza episcopale italiana, a consulente ecclesiastico nazionale del Centro sportivo italiano. Un dono immenso per tutta l’associazione, per coloro che lo hanno incontrato e per quanti hanno potuto, anche grazie ai suoi numerosi scritti, interventi, contributi, approfondire il significato più profondo e spirituale dell’esperienza sportiva.

Uomo di elevatissimo spessore spirituale e culturale, ha saputo essere di più: ha accompagnato l’associazione nelle transizioni anche più complesse, offrendo i beni più preziosi che si possano condividere: tempo e amicizia. Ha saputo aiutare i dirigenti nazionali che si sono succeduti, indicando sempre le rotte migliori, illuminando la strada, riportando al cuore del Vangelo ogni situazione. Grazie a don Vittorio, il Csi, ogni anno (tranne per cause di forza maggiore come il terremoto e la pandemia) ha celebrato il proprio meeting dei dirigenti a Santa Maria degli Angeli. In quella Assisi che don Vittorio raccontava, rendendo vivi Francesco e Chiara e aiutando noi tutti a provare a essere migliori, don Vittorio è stato sempre presente. Lo sarà ancora, in modo diverso, ma non smetterà mai di seguirci, di richiamarci e anche di rimproverarci.

Ringrazio il Signore – conclude il presidente del Csi, Bosio – per aver posto don Vittorio nella vita del Csi e nella mia e sono certo che la sua benedizione, che amava impartire nella formula che frate Francesco offrì a frate Leone, ci accompagnerà per sempre, dandoci la forza di proseguire in quella missione in cui proprio lui, più di tutti, ha sempre creduto: educare attraverso lo sport. Ciao don Vittorio e grazie per il tuo esempio, la tua presenza, la tua vita”.

 

2 COMMENTS

  1. Grato x I miei studi al Sacerdozio e ammissione mia tesi licenza in Teologia Fondamentale, lo frequentai in incontri annuali anni settanta quando risiedeva all’ Istituto Ancaiano suore Stigmatine, emergente carismatico coi giovani, proveniente dai Fatebenefratelli, da Bergamo a Spoleto chiamato dall’ amabile Arcivescovo Alberti. Invero, proveniente dal Nord egemone, in quegli anni del traghettare l’ ITA, e indimenticabili docenti, trovai mirabili colonne, con Mon. Peri, Mons. Oscar Battaglia, Mons. Elio Bromuri, che x me erano i tre moschettieri di Dio, uno x tutti e tutti x uno. Una mia Messa subito x lui. +

  2. GRAZIE DON VITTORIO!

    Don Vittorio l’ho conosciuto in un’aula dell’ISSR di Assisi : esame di Diritto Canonico.
    Lui era il docente, io studente per insegnare Religione Cattolica nella scuola.
    Dotato di rara comunicativa e di piacevole dialettica è riuscito a farmi con seguire 10 e lode trasmettendomi la capacita’ di muovermi a mio agio tra leggi è regolamenti della Religione Cattolica.
    Ma non voglio ricordarlo nel suo ammirevole ruolo di insegnante e di esperto di diritto : la premessa é solo per datare la nostra conoscenza: fine degli anni 80.
    Quello che di Lui vorrei fosse ricordato sono la sua profonda umanita’ e la capacita’ di rapporti interpersonali che vanno oltre l’amicizia o un’assidua frequentazione : quei rapporti utopistici di cui si parla nel Vangelo è che io ho sperimentato in momenti di difficoltà trovando SEMPRE in Lui chi ascolta e aiuta fattiva mente.
    Sapevo che stavi male è mi ero ripromessa di telefonarti. Ora che mi vedi nel cuore, perdonami per non averlo fatto.
    Buona nuova vita Vittorio!

    Giulia Rutili

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