La Madonna del rosario da Fabriano alla Galleria nazionale dell’Umbria

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Madonna del rosario (particolare) di Orazio Gentileschi -  Fabriano Pinacoteca Civica - (1613 - 1618)
Madonna del rosario (particolare) di Orazio Gentileschi – Fabriano Pinacoteca Civica – (1613 – 1618)

La Galleria nazionale dell’Umbria ospiterà fino al 30 settembre la Madonna del Rosario di Orazio Gentileschi, pittore pisano tra i più abili interpreti del linguaggio caravaggiesco. L’opera seicentesca che ritrae al centro la Vergine con il Bambino, ai lati san Domenico e santa Caterina da Siena, è un prestito della Pinacoteca civica “Bruno Molajoli” di Fabriano, dove la pala è conservata.

Il prestito alla Galleria si spiega con la concessione a sua volta da parte della Galleria stessa di quattro opere importanti per una mostra in corso nella Pinacoteca fabrianese dal titolo “Da Giotto a Gentile. Pittura e scultura a Fabriano tra Due e Trecento” curata da Vittorio Sgarbi. Tra le opere prestate una “Madonna con bambino e angeli” di Gentile da Fabriano e una preziosa tempera su pergamena raffigurante la Crocifissione e la “Madonna con bambino” attribuita a Puccio Capanna.

Un’iniziativa – spiega il soprintendente Fabio de Chirico – finalizzata alla più ampia conoscenza del patrimonio artistico, favorendo la valorizzazione di quei capolavori che il più delle volte vengono esclusi dal turismo mordi e fuggi. La Galleria conferma ancora la sua vocazione alla diffusione della cultura e della conoscenza”.

L’opera deve ancora essere studiata a fondo, dalla committenza alla data – ha proseguito De Chirico – che oscilla tra il 1613 e il 1618. Il tema della Madonna con il rosario è di quelli molto sfruttati, così come istituita in ambiente domenicano, in base a quanto deciso da Pio V dopo la vittoria di Lepanto (1571). Ma questa non è una stanca ripetizione del tema, non c’è una costruzione piramidale, anche se al centro vi è la Madonna con Bambino.

“Gentileschi – spiega la responsabile delle collezioni della Galleria nazionale Federica Zalabra – sviluppa infatti in orizzontale la scena affiancando al gruppo della Madonna con Bambino i due angeli reggicortina e dipingendo i santi domenicani (Domenico e Caterina) in primo piano. La pala dovrebbe risalire agli ultimi anni del suo rapporto con Fabriano quando il pittore aveva già iniziato a cercare nuove e fruttuose commissioni a Venezia e a Roma. Ogni angolo della scena è occupato da dettagli e elementi decorativi figli di un horror vacui (la paura del vuoto) che raramente il pittore manifesta, a riprova che la committenza ebbe un ruolo non marginale nelle scelte artistiche”. Bellissima santa Caterina da Siena (a destra della Madonna con Bambino) che si piega per baciare il rosario e a sinistra san Domenico inginocchiati su un tappeto finemente decorato. In alto la colomba dello Spirito santo e quattro angeli. In basso, ai piedi del trono un fanciullo odora una rosa, simbolo mariano per eccellenza.

Il 1° agosto per i Venerdì al museo promossi dal Mibact, è stata proposta una conferenza su “Orazio Gentileschi. La conversione a Caravaggio di un pittore di maniera” con Federica Zalabra in cui si è parlato della lungimiranza dell’artista che si convertì al caravaggismo in età avanzata e affrontata la cause célèbre del ’600, tra Artemisia, sua figlia, (anche lei artista) e Agostino Tassi.

Ingresso libero con il biglietto della Galleria: intero 6.50, ridotto 3,25. Apertura fino alle 22.

A settembre la Galleria ospiterà inoltre due opere del Canaletto grazie al prestito predisposto dal museo francese Jacquemartre Andrè.

AUTORE: Manuela Acito