La statua della Madonna del Parto di Uselle esposta in cattedrale

CITTA’ DI CASTELLO – Il vescovo di Città di Castello mons. Domenico Cancian in questo anno così difficile per la pandemia in corso e in occasione delle festività natalizie, ha voluto esporre in cattedrale la statua lignea della Madonna del Parto, detta Madonna di Uselle, regolarmente conservata e esposta al pubblico presso il museo diocesano.

L’iniziativa è stata promossa in accordo con don Francesco Mariucci, presidente della Confraternita dell’Immacolata Concezione di Uselle, con Gian Franco Scarabottini dell’Ufficio Beni culturali diocesano e grazie alla disponibilità del parroco della cattedrale don Alberto Gildoni. È la prima volta – precisa Catia Cecchetti, responsabile del Museo diocesano – che l’opera esce dal Museo dopo il restauro eseguito nel 2000 presso l’Istituto d’arte di Gubbio sotto la tutela della locale Soprintendenza, a seguito del quale è stata poi esposta nella Sala III a piano terra. All’interno della cattedrale la statua in questi giorni è stata posta temporaneamente vicino all’altare maggiore per consentire la devozione di tutti coloro che desiderano pregarla per scongiurare l’ulteriore diffondersi del Covid.

Si tratta di un’opera di straordinario interesse tra i manufatti lignei, precisa Cecchetti. L’opera risale al sec. XIV ed è stata realizzata in un blocco unico dove è stato posto il Gesù bambino il cui volto, come quello della Madonna, hanno tratti tipicamente rinascimentali, segno evidente di un rimaneggiamento della parte superiore nel sec. XV. La parte inferiore  soprattutto per l’uso dei colori, richiama il nucleo più antico del manufatto. La statua è dotata anche di vesti che venivano utilizzate in occasione della festa dell’Immacolata Concezione con le quali veniva vestita e portata in processione.

Grande è l’attenzione e la cura della Confraternita per questa opera, in particolare del suo vice presidente Silvano Riguccini, del tesoriere Carlo Polchi e degli altri membri come Giovanni Orlandini che hanno deciso di preservarla al meglio all’interno del Museo diocesano dove è apprezzata da turisti ed estimatori dell’arte lignea.

                                                                                                                             C. C.

 

 

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