La testimonianza pubblica dei cattolici

Nella sua prolusione all'Assemblea generale della Cei il card. Angelo Bagnasco ha ripercorso in chiave cristiana i temi all'ordine del giorno in Italia

Si è aperta lunedì pomeriggio, 26 maggio, in Vaticano la 58a Assemblea generale della Cei, con la prolusione del presidente, card. Angelo Bagnasco (testo integrale sul sito www.chiesacattolica.it). Nel corso dei lavori si è discusso di ‘Giovani e Vangelo: percorsi di evangelizzazione ed educazione’, si è fatto il punto sui vent’anni del nuovo sistema di sostegno economico alla Chiesa cattolica, ed è stato presentato e approvato il Documento comune per una pastorale dei matrimoni tra cattolici e battisti in Italia.

Durante l’assemblea generale, il 29 maggio, i vescovi italiani hanno incontrato Papa Benedetto XVI. Ampia e articolata è stata la relazione del Presidente della Cei. Tra i temi trattati, mons. Bagnasco ha richiamato i ‘rischi legati alla sottile influenza del secolarismo e del materialismo che depotenziano i credenti nella loro testimonianza pubblica’, ed ha aggiunto: ‘Esprimere liberamente la propria fede, portare serenamente il proprio contributo nella formazione degli orientamenti politico-legislativi, accettando sempre le decisioni prese dalla maggioranza: ciò non può mai essere scambiato per una minaccia alla laicità dello Stato’.

Ha poi ricordato che ‘la Chiesa non vuole imporre a nessuno una morale ‘religiosa” e propone, invece, ‘insieme a principi tipicamente religiosi, i valori fondamentali che definiscono la persona’. Entrando nel vivo del tema generale dell’assemblea, l’educazione dei giovani al Vangelo, il card. Bagnasco ha ricordato che essi ‘sono i primi bersagli della cultura nichilista che li invita, li incoraggia, li sospinge a coltivare soltanto le ‘passioni tristi”, provocando ‘una grande anestesia degli spiriti, incapaci di slanci e quindi inerti’. Ha quindi fatto riferimento ai diversi casi di violenza efferata da parte di giovanissimi. ‘Le loro reazioni – ha detto – manifestano una non corretta conoscenza del mistero della vita e delle rischiose implicanze dei loro gesti’. Ha poi parlato di ‘vuoto desolante’, di ‘progetti di de-costruzione che passano per l’assunzione delle droghe o dell’alcol, per i riti dell’assordimento e dello stordimento’, del fenomeno del bullismo, indicando come questi comportamenti siano anche ‘segno di un vuoto dell’anima e un’implicita richiesta d’aiuto’.

Circa l’educazione dei giovani, Bagnasco ha infine evidenziato come i media stiano ‘caricandosi di una responsabilità enorme’ proponendo programmi diseducativi. L’emergenza alimentare è stato uno dei temi affrontati dal porporato nella parte centrale della prolusione.

Riferendosi all”impennata dei prezzi dovuta all’aumento del costo del petrolio’, il card. Bagnasco ha sottolineato che questo evento ‘sta mettendo a rischio la sopravvivenza di almeno 100 milioni di persone, incapaci ormai di provvedere al proprio sostentamento minimo’. La situazione è talmente grave che, ha sostenuto, ‘si stima che ogni giorno muoiano 25 mila persone per fame e malattie correlate. Senza dire che in una serie di Paesi (Egitto, Haiti, Filippine ecc.) sono già esplose rivolte dovute all’impennata dei prezzi’. Il Presidente dei vescovi italiani ha così rivolto un invito: ‘Deve scattare un’onda di solidarietà concreta che mobiliti risorse pubbliche ma anche aiuti privati; e mentre si soccorre, bisognerà introdurre regole nuove che modifichino le condizioni d’ingiustizia’.

Circa il ruolo dei sacerdoti nella Chiesa italiana, ha parlato di ‘sforzo di rinnovamento della pastorale’, mentre sul documento Sovvenire alle necessità della Chiesa, del 1988, che illustrava i nuovi sistemi di sostegno economico, ha aggiunto che siamo di fronte a ‘recenti casi di mala-informazione che tuttavia, ne siamo sicuri, non distoglieranno i fedeli dal contribuire alla vita della loro Chiesa’. Sulle recenti elezioni politiche, ha affermato che l’alta partecipazione al voto è stata ‘un segno importante di consapevolezza e di maturità del nostro popolo’.

Tra le urgenze ha richiamato la questione rifiuti in Campania, la difesa del potere d’acquisto di salari e pensioni, le difficoltà dei giovani a sposarsi e le iniziative del Forum delle famiglie per ‘un fisco a misura di famiglia’. Sui tentativi di modificare la legge 40 ha parlato di ‘rischio di promuovere una mentalità eugenetica’. Ha poi ricordato il dramma dei morti sul lavoro.

La parte conclusiva della prolusione è stata dedicata ai temi dell’immigrazione e della sicurezza. Sulla prima Bagnasco ha affermato che ‘per ciascuno di coloro che tentano di entrare nel nostro Paese bisogna trovare un continuo equilibrio tra esigenze e attese, tenendo alto il rispetto dei diritti delle persone’. Circa i centri d’accoglienza ha invitato a non trasformarli in ‘enclave’ che ‘se in un primo momento potrebbero apparire una soluzione emergenziale, diventano presto dei ghetti non tollerabili’.

Ha anche chiesto ‘un patto di cittadinanza’ per coloro che intendono stabilirsi in Italia, richiamando l’impegno della Chiesa nell’accoglienza tramite la Fondazione Migrantes, la Caritas e il volontariato. Circa la sicurezza, ha notato che si tratta di ‘un’esigenza incoercibile di persone e famiglie, a cui sarà bene che i pubblici poteri sappiano, ai vari livelli, dare risposte calibrate ed efficaci’.

Ha poi concluso la prolusione richiamando l’immagine del ‘sagrato come figura simbolica della Chiesa vicina e incarnata tra la gente in tutte le sue forme’, ‘luogo dell’accoglienza e dell’incontro’, considerando ‘i tanti dolori nascosti’ tra i quali ha citato le 23 mila persone scomparse. Un cenno finale è stato dedicato alle zone segnate dai fenomeni mafiosi o da ‘gravi disagi e dall’abbandono’.