“Laudato si’” dà voce alle tragedie ignote

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Jorge Enrique Oramas, 70 anni, era un sociologo agricoltore che, in un angolo incantevole della Colombia, insegnava a coltivare la speranza.

Custodiva i semi, ovvero il futuro della terra. Li preservava come si fa con un tesoro e con le cose che più contano, perché si trattava del grano e del mais tipici del Parco de Los Farallones nell’area di Cali. Poi li distribuiva ai contadini per dare vita nuova alla terra e ai suoi abitanti.

Nei giorni scorsi lo hanno assassinato. Con ogni probabilità le ragioni e gli autori dell’omicidio vanno ricercati nelle attività minerarie illegali alle quali Oramas si opponeva da tempo perché depredavano la terra ed esercitavano violenza e prepotenza sui campesinos.

Dall’altra parte del mondo, in Liberia, a Masakpa, nella contea di Grand Cape Mount al confine con Sierra Leone, una miniera di diamanti è crollata e circa 50 persone sono rimaste sepolte.

Non affannatevi a cercare notizia della miniera di Masakpa e di Jorge Enrique Oramas su giornali, siti web e notiziari. Non le troverete.

Nella Settimana della Laudato si’, costituiscono la prova di quanto sia attuale e drammatica la sfida lanciata da Papa Francesco, e che gli abitanti del pianeta non hanno ancora raccolto.

Tonio Dell’Olio

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