Le ragioni di un pugno

Violenza a scuola: perché? Si cerca di capire se il gesto del ragazzo sia veramente legato a motivi religiosi di avversione al crocifisso o piuttosto manifestazione di un disagio giovanile e problematiche d’integrazione

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crocifisso-scuolaA distanza di qualche settimana dalla tragica morte di David Raggi avvenuta per mano di un giovane immigrato, a Terni un nuovo episodio di aggressione porta di alla ribalta gesti violenti ad opera di immigrati.

Un ragazzo senegalese dodicenne ha colpito alle spalle con un pugno una compagna di classe sua coetanea all’uscita della scuola media Benedetto Brin. Sembra che il crocifisso che la ragazza indossava abitualmente desse fastidio al ragazzo africano, che già in altre occasioni aveva avuto dei diverbi con la compagna di classe.

Un gesto violento che ha provocato alla ragazzina una contusione toracica giudicata guaribile in 20 giorni dai medici del pronto soccorso che l’hanno visitata subito dopo l’accaduto. Un fatto che desta particolare preoccupazione per la giovane età dell’autore, 12 anni, e le motivazioni che sarebbero alla base del suo gesto.

Si cerca di capire il perché del gesto di questo ragazzo, se sia veramente legato a motivi religiosi di avversione al crocifisso o piuttosto manifestazione di un disagio giovanile e problematiche d’integrazione che alimentano manifestazioni di violenza e odio.

“Prima di ogni giudizio è necessario capire come realmente sia avvenuto il fatto, le dinamiche e il contesto in cui si è verificato – ha commentato nell’immediato il vescovo Giuseppe Piemontese -. Un gesto certamente grave da stigmatizzare che non va però né ingigantito né minimizzato, e tanto meno strumentalizzato. Ritengo che il fatto vada inquadrato nelle relazioni educative adolescenziali, nelle dinamiche che avvengono tra i ragazzi che hanno mondi propri e che sono in una delicata fase di crescita e formazione. Dinamiche adolescenziali che non di rado fanno proprio leva sulla diversità di razza, religione, appartenenza o altro e che a volte sfociano in gesti anche violenti come questo”.

In tutto l’istituto, tra studenti che hanno assistito all’episodio e personale scolastico, c’è voglia di ridimensionare l’accaduto, definito dai più un litigio tra due bambini, che già nei giorni precedenti avevano avuto qualche screzio.

Il quartiere in cui si trova la scuola e lo stesso istituto sono ad alta densità di immigrati di varie etnie che sono ben integrati nella comunità cittadina, a testimonianza del fatto che Terni è una città dove gli immigrati non hanno mai avuto problemi di integrazione e dove l’11% della popolazione residente è composta da stranieri di circa sessanta nazionalità diverse. La comunità senegalese non è numerosa, qualche famiglia con figli che sono nati in città e altre che hanno usufruito del ricongiungimento. Così è stato per il dodicenne che si è reso protagonista dell’aggressione di una sua coetanea. La sua famiglia da tempo vive in città e solo da poco il ragazzo ha raggiunto i genitori, iniziando a frequentare la scuola media alla fine di aprile, compresa l’ora di religione cattolica.

 

AUTORE: Elisabetta Lomoro