Le scuole dell’Alta Valle Tevere ricordano gli eventi del 1943

SCUOLE. Iniziative per il 70° della Liberazione

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Un momento della “Giornata della Memoria” dei ragazzi delle scuole di Città di Castello
Un momento della “Giornata della Memoria” dei ragazzi delle scuole di Città di Castello

A settanta anni dalla liberazione dal nazifascismo dei territori della Alta Valle del Tevere, sono stati gli studenti ad intervenire con le loro idee e le loro proposte. Anpi, istituto Venanzio Gabriotti, Amministrazione comunale e organizzazioni sindacali hanno deciso di ascoltare i ragazzi delle scuole perché potessero proporre le proprie idee proprio nel Giorno della Memoria, 27 gennaio, presso l’auditorium Sant’Antonio.

Molte le scuole che hanno aderito con i loro lavori, che andranno ad arricchire gli eventi nel corso del biennio 2014 – 2015. L’incontro ha visto in apertura il saluto dei rappresentanti delle istituzioni, tutti unanimemente concordi nel riconoscere alla memoria e alla sua attualizzazione un ruolo fondamentale per preservare il futuro dall’odio e dalla barbarie.

Il primo progetto a essere presentato è stato “Il giardino della nostra memoria” del II Circolo didattico. I bambini hanno piantato nel loro giardino speciale una rosa chiamata “Bella Ciao” il cui ibrido è stato creato da un partigiano ravennate. Esemplari di questa rosa sono presenti in luoghi simbolo della Resistenza nelle zone dell’Appennino emiliano. “Libertà e democrazia – ha detto l’insegnante – vanno coltivate come un fiore con gesti semplici e quotidiani”.

È stata poi la volta del polo tecnico Franchetti-Salviani che ha lavorato al progetto del viale della Memoria lungo via Vittorio Veneto dove si trovano il cippo a Venanzio Gabriotti e il monumento ai Caduti della Resistenza. Gli studenti intendono recuperate il viale e restituirlo alla comunità prendendosi cura essi stessi della memoria e del suo ruolo per il presente e per il futuro.

L’istituto Patrizi-Baldelli-Cavallotti ha realizzato un video dal titolo Non perdiamo la memoria sulla figura di due cittadini tifernati insigniti del riconoscimento di Giusti tra le nazioni per aver salvato molti ebrei a rischio della vita. Si tratta di mons. Begnamino Schivo e di don Piero Mariotti parroco di Nuvole, frazione in cui visse sfollato in quel periodo Gino Bartali, anch’egli insignito del riconoscimento. L’indirizzo Turistico del Cavallotti ha presentato un percorso sui luoghi degli ebrei a Città di Castello, con attenzione anche alle zone di Apecchio e di Monte Santa Maria Tiberina dove la comunità ebraica era particolarmente vitale.

Da ultimo il prof. Ricardo Bigotti della scuola Bufalini ha esposto il lavoro fatto dagli studenti dei corsi, compresi ragazzi stranieri che hanno realizzato un video tratto dalla raccolta di lettere dei giovani dell’epoca, intitolata Io sono l’ultimo.

Ha concluso la mattinata la prof.ssa Marisa Borchiellini che ha collaborato con gli studenti alla realizzazione dei loro progetti e l’approfondimento dei temi trattati per la ricorrenza, riscontrando grande entusiasmo e voglia di conoscere da parte dei più giovani.

AUTORE: Sabina Ronconi