Lezione olandese contro i rimpatri forzati

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di Tonio Dell’Olio*

Sono passati otto anni da quando la famiglia Tamrazyan, dall’Armenia, è giunta in Olanda per ottenere asilo. I figli di 15, 19 e 21 anni frequentano ormai la scuola o l’università. Ma, proprio adesso che si sono perfettamente integrati, il Governo olandese ha deciso di rimpatriare l’intera famiglia. Sono cristiani e frequentano la Chiesa riformata a Katwijk nei pressi de l’Aja.

E allora il pastore, Theo Hettema, si è ricordato di una vecchia norma olandese secondo la quale le forze dell’ordine non possono interrompere una funzione religiosa in atto, e per questo ha cominciato una preghiera che ormai si protrae da oltre tre settimane senza interruzione. Centinaia di pastori protestanti si stanno dunque alternando per non far cessare mai il culto, cui sta partecipando la famiglia in questione, che ovviamente in alcuni momenti si riposa nei locali adiacenti la chiesa.

Nel frattempo si raccolgono firme e si indirizzano petizioni al Governo nella speranza che cambi la propria decisione. Una lezione olandese che ci perviene con gli ingredienti dell’obiezione di coscienza, della solidarietà, dell’accoglienza e della santa creatività.

*presidente della Pro Civitate Christiana – Assisi

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