Monaci benedettini e buddisti zen a Assisi

Dialogo interreligioso monastico

Tempo di lettura: 84 secondi

Si è concluso felicemente il convegno promosso dal Dim (Dialogo interreligioso monastico) ad Assisi, presso la Cittadella cristiana, cui hanno partecipato monaci benedettini e monaci buddisti zen provenienti dal Giappone e nel quale c’è stato anche l’intervento di mons. Michael Fitzgerald, Presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso. Regista dell’incontro è stato il padre dom Cipriano Carini che ha illustrato il carattere e la storia di questi convegni che hanno già una storia più che ventennale. L’interesse di questo convegno, a mio avviso, si può riassumere nella illustrazione di ciò che gli uni hanno appreso dagli altri e che si può riassumere in un comune riconoscimento dell’importanza della contemplazione, del controllo di sé e dei propri pensieri, nell’armonia delle comunità dove regna la fraternità e l’uguaglianza dei membri, la dimensione della comunicazione delle esperienze spirituali. Normalmente il dialogo avviene sul piano concettuale. Qui tra monaci avviene in dimensione esistenziale, vivendo insieme e comunicando vicendevolmente l’esperienza vissuta. Un monaco buddista ha confessato di essere stato molto colpito dalla preghiera di Compieta dove si ripete per tre volte: “Nelle tue mani, Signore, affido il mio spirito”, considerando tale preghiera come il fine e l’approdo di tutto il cammino ascetico. Il monaco non cerca altro in tutta al sua vita e per questo controlla se stesso, la sua vita e i suoi pensieri e sentimenti, come il pescatore controlla i pesci nella rete dopo la pesca e sceglie quelli buoni e toglie quelli cattivi per presentarsi puro al suo Signore. Nel dialogo, ha detto don Cipriano, noi ci incamminiamo in un’avventura che non sappiamo quali novità potrà apportare per gli uni e gli altri.