Nuovi stili di vita ecologici

Diocesi. Incontri di preparazione, a Rivotorto e Assisi, alla Giornata interreligiosa di preghiera per la pace

Tempo di lettura: 110 secondi

In preparazione della Giornata interreligiosa di preghiera (27 ottobre prossimo) la diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino ha promosso due incontri – venerdì 7 presso il santuario di Rivotorto e sabato 8 all’interno della Curia – incentrati sulla custodia del creato, tema che implica ed impone una connessione con le più svariate problematiche. Il relatore don Adriano Sella, coordinatore nazionale della rete interdiocesana sui “Nuovi stili di vita”, ha propugnato questi ultimi, destinati a custodire il creato, che non si identifica soltanto con la natura o l’ambiente ma con tutte le creature, come già aveva compreso san Francesco. È possibile raggiungere o realizzare nuovi stili di vita? Certamente, con un processo articolato e coraggioso che persegue quattro rapporti o dimensioni essenziali: 1) un nuovo rapporto con le cose, passando da un consumismo sfrenato e mercificante ad un consumo consapevole capace di riutilizzare razionalmente i rifiuti prodotti: riscoprire dunque la sobrietà che non significa rinuncia o privazione, una sobrietà felice come veicolo per lo sviluppo sostenibile e solidale; 2) un nuovo rapporto con le persone superando la povertà relazionale e valorizzando l’incontro, il confronto, il rapporto interpersonale anche a livello di famiglia; provocazione o quasi: spegnere la tv durante i pasti per discutere e comunicare; 3) un nuovo rapporto con la natura sempre più violentata: Madre Terra sacrificata in nome di un utilitarismo economico che si pone come causa prevalente dell’inquinamento; 4) nuovo rapporto con la mondialità, abbandonando indifferenza e pregiudizi ed inoltre passando dall’assistenzialismo alla giustizia. È stato così delineato il percorso verso nuovi stili di vita che coinvolgono tre livelli: individuale-quotidiano, comunitario, istituzionale. L’azione di cambiamento o l’aggancio a nuovi stili di vita può riuscire avvalendosi di un movimento dal basso che non deve conoscere la rassegnazione. Arduo il compito degli operatori pastorali: assimilare la Parola, riflettere e discernere, autoeducarsi ed educare recuperando anche il silenzio contro la civiltà del rumore. Ecco quanto ci ha dichiarato Stefania Proietti, componente della commissione diocesana “Problemi sociali – salvaguardia del creato”: “Esprimiamo soddisfazione per aver iniziato un cammino che si prevede difficoltoso ed esteso nel tempo, tuttavia imprescindibile per custodire e coltivare l’armonia del creato; l’adesione alla rete interdiocesana nazionale costituisce un mezzo per conoscere e scambiare iniziative con altre realtà”.

AUTORE: Francesco Frascarelli