Domenica fuori porta dalla parrocchia di Madonna del Latte (gallery)

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La “Domenica fuori porta” si sposta a Città di Castello, nella parrocchia della Madonna del Latte. Da domenica 4 novembre per quattro settimane la parrocchia si racconterà su La Voce, Umbria RadioUmbriaoggi.news, e momento centrale di questo percorso insieme sarà la messa trasmessa in diretta dalla parrocchia la domenica mattina.

In questa pagina la comunità si presenta, a cominciare dal parroco don Paolo Bruschi, che è moderatore dell’Unità pastorale da pochi anni costituita, di cui fanno parte anche le parrocchie di Graticole, Santa Veronica – La Tina, Badiali, Titta e Belvedere.

Don Paolo dal settembre 2015 è parroco della comunità che è cresciuta sotto la guida di mons. Franco Sgoluppi. Una comunità vivace, sottolinea, che “ha saputo rispondere positivamente alle nuove iniziative”, una comunità che vive la chiesa “come luogo di incontro e aggregazione, per far sì che le opere murarie non siano la classica cattedrale nel deserto ma un luogo di vita costruttivo, amichevole e gioioso”.

Don Paolo, quando è iniziata la tua avventura alla Madonna del Latte?

“È iniziata nell’ottobre 2006. Sono arrivato che ero ancora seminarista e qui ho concluso il mio percorso, iniziando poi quello del cammino al sacerdozio, con il diaconato nell’ottobre 2006 e il presbiterato il 22 aprile 2007 e fino al 27 agosto 2011 sono stato vice parroco di don Franco”.

Dato il tuo forte legame con Lerchi, hai superato il distacco?

“Certamente, il paese dove sono nato non si dimentica mai. Per tutti, le origini sono fondamentali, e soprattutto sono state d’aiuto per stare bene anche in una parrocchia di città, dove mi sono subito sentito accolto da parte dei giovani, dai meno giovani e dagli anziani, anche grazie alla presentazione di don Franco che mi ha fatto conoscere le varie realtà della parrocchia molto belle, molto variegate. Sicuramente una parrocchia molto attiva”.

Che progetti immagini per il prossimo futuro, volendo seguire le indicazioni di Papa Francesco per una chiesa in uscita?

“Sicuramente l’aiuto dei laici, perché con il loro aiuto si aprono nuovi orizzonti, nuove prospettive, come per esempio l’oratorio sorto nella nostra parrocchia, che accoglie tanti ragazzi di nazionalità, culture e religioni differenti, per cui si rimette in gioco il modo in cui annunciare il Vangelo oggi. Penso anche ad altre realtà, come la catechesi parrocchiale, che vuol essere un capire bene la nostra identità per poi confrontarla con il mondo che sta fuori.

E altre realtà come il Centro d’ascolto e la Caritas parrocchiale, che ci permette di capire come interagire con tante realtà individuali diverse, coinvolgendo soprattutto le persone della parrocchia, cioè i laici attivi”.

In base anche alle indicazioni del nostro Vescovo, quali sono i prossimi progetti?

“Un progetto che mi sembra molto interessante è quello delle catechesi bibliche per avvicinare la Bibbia in modo molto concreto: non solo una conoscenza intellettuale e teorica, ma un approccio pastorale, guidato da una Missionaria Francescana dell’Immacolata, Francesca Bignami, che ci aiuterà a entrare dentro la Bibbia per calarla nella vita pratica. Questo per i tempi forti di Avvento e Quaresima, ma anche per continuare il cammino con le famiglie giovani, famiglie che non tutte frequentano assiduamente la parrocchia ma sono interessate a vivere una domenica insieme per condividere con noi le gioie e le fatiche della vita di ogni giorno”.

Leggi anche la storia del quartiere dove la parrocchia è situata (Si chiamava Zona dell’edilizia popolare 167).

(Pagina a cura del Consiglio pastorale)

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