Presenze religiose non cattoliche in Umbria

Ad Assisi un convegno di studio sui risultati di un' indagine promossa dal Teologico

Tempo di lettura: 148 secondi

Si svolgerà ad Assisi, presso la sala Romanica del Sacro Convento, mercoledì 4 e giovedì 5 dicembre (ore 9-12), il convegno di studi “L’Arcobaleno del sacro. Nuove presenze religiose alle soglie del Terzo Millennio” organizzato dall’istituto Teologico di Assisi e dalla facoltà di Lettere e filosofia dell’Università degli studi di Perugia. Da qualche settimana La Voce sta pubblicando il programma dei lavori, coordinati da mons. Elio Bromuri (che all’Ita insegna Ecumenismo). Al convegno, aperto a tutti gli interessati (per ulteriori informazioni rivolgersi alla segreteria organizzativa: tel. 075.813061 – fax 075.815421, e-mail: teologiassisi@libero.it) saranno resi noti i risultati di un’indagine socio-religiosa, promossa già da tempo dall’istituto Teologico nel quadro dei propri studi accademici e delle ricerche scientifiche, circa la consistenza quantitativa, la natura e le finalità dei tanti gruppi pseudoreligiosi e delle nuove religiosità non cristiane presenti nel territorio della regione Umbria. Il progetto è partito dai rilevamenti sociologici condotti da vari ricercatori fin dagli anni ’90; questi hanno messo in luce la presenza in Italia di numerosissimi nuovi insediamenti religiosi e culturali (non meno di 600) che vanno gradualmente modificando la sua tradizionale fisionomia religiosa. Nel volgere di un decennio diversi indicatori fanno rilevare che il fenomeno – polimorfo e per lo più sommerso, caratterizzato da eterogeneità e livelli identificativi diversi – sia in crescita. La regione dell’Umbria, terra – come noto – caratterizzata da straordinarie figure di santi sembra invece coinvolta in modo del tutto particolare dal fenomeno delle nuove religiosità. La nostra – ha fatto rilevare uno studio condotto per conto della Cei – è una delle regioni italiane a più alta penetrabilità di nuovi insediamenti religiosi non cristiani. In prima battuta i ricercatori hanno compiuto una rilevazione delle multiformi e variegate espressioni del “sacro” extra-cristiano in Umbria. L’indagine si è occupata in modo specifico della consistenza di comunità religiose non cristiane, centri, movimenti, confraternite e altre forme di natura esoterica, occultista, sincretista, teosofica, gnostica, spiritistica e di ogni altra espressione della New o Next Age, come della cosiddetta “credenza senza appartenenza”. Questo lavoro è stato coordinato dal prof. Marco Pucciarini con il quale hanno collaborato alcuni docenti dell’Ita ed altri ricercatori. Spetterà al convegno riflettere sui dati che sono stati raccolti ed elaborati, ma anche discutere su alcuni problemi emersi dalla ricerca quali: il tipo di “sacro” emergente nella cultura postmoderna; il rapporto tra l’estensione delle nuove religiosità e l’attuale azione pastorale della Chiesa; le sfide delle nuove religiosità alle Chiese cristiane e alle altre grandi religioni storiche. Altre domande riguardano il fenomeno delle “nuove religiosità”: con queste si fa riferimento ad un fenomeno popolare consistente o solo ad un’invasione di “sigle”? Quali implicazioni giuridico-istituzionali esse comportano? Soddisfano una vera sete di trascendenza degli aderenti o solo il loro bisogno di protagonismo, di appartenenze forti? Ci sono abusi nell’esercizio della leadership, nelle tecniche di reclutamento e di formazione, oppure tutto è legale? Quali sono i rapporti tra esse e l’immigrazione? Ai relatori e ai partecipanti il compito di approfondire queste tematiche.

AUTORE: Francesco Mariucci