Qui, dalla donna mite e forte

Solennità di santa Rita: le parole del vescovo Renato Boccardo, che per la prima volta ha presieduto il pontificale

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Migliaia di pellegrini, come ogni anno, hanno invaso le piccole ma significative comunità di Cascia e Roccaporena in occasione della solennità di santa Rita, sabato 22 maggio. Da ogni parte d’Italia, d’Europa e del mondo i fedeli sono saliti al colle della speranza qual è Cascia, per far visita ai luoghi ritiani e per attingere dal pozzo spirituale della Santa quella pace e quel perdono che hanno caratterizzato la sua vita da ragazza, da sposa, da madre, da vedova e da monaca. I festeggiamenti sono iniziati nel pomeriggio di venerdì 21 maggio, quando l’arcivescovo Renato Boccardo ha presieduto il transito della Santa e ha consegnato il “Riconoscimento internazionale S. Rita 2010” a Pierluigia Ciucarilli, ad Anna Oliviero e ai rappresentati della “Cooperativa sociale S. Rita” di Milano. Poi, alle 22, è arrivata da Roccaporena la Fiaccola della pace, accesa lo scorso mese di aprile a Genova dal cardinale Angelo Bagnasco. “La fiaccola – afferma mons. Boccardo – rappresenta e richiama il fuoco ardente dell’amore di Dio che ha reso Rita di Roccaporena e di Cascia la donna mite e forte, capace di segnare il suo tempo con la testimonianza della vita. Lasciamo che questa luce illumini il nostro cuore e ci insegni ancora ad essere operatori di pace nel nostro ambiente, e testimoni della gioia e della speranza che l’amicizia con Dio genera in chi lo cerca e lo serve con sincerità”. La mattina del 22 maggio, giorno della memoria liturgica di santa Rita, la gente ha iniziato a radunarsi in basilica alle 5, ora della prima celebrazione eucaristica e del suono a festa di tutte le campane presenti a Cascia. Alle 10.30 ha sfilato lungo il viale della basilica il corteo storico-rappresentativo delle principali scene della vita di Margherita Lotti. È seguita la processione proveniente da Roccaporena con la statua della Santa. Alle 11 l’Arcivescovo – insieme al generale degli Agostiniani padre Robert Prevost, agli altri padri agostiniani presenti e ai sacerdoti diocesani – ha iniziato il solenne pontificale, tenutosi all’aperto, sul sagrato della chiesa. Era la prima volta che mons. Boccardo presiedeva la festa di questa popolare Santa umbra e, quasi immedesimandosi con i moltissimi pellegrini presenti, ha detto: “Siamo venuti a Cascia da ogni parte ‘per vedere Rita’, donna di piccola statura ma grande nella santità, affascinati dalla sua storia e dal suo messaggio. Essa ci invita oggi, con sollecitudine di madre e sorella, a prendere coscienza del fatto che, per il battesimo ricevuto, formiamo un solo Corpo nello stesso Spirito, dissetati al prodotto della vigna che è il sangue di Cristo. Diventiamo così ‘consanguinei’ del Dio-fatto-uomo, che fa di noi dei figli di Dio. Se sapessimo davvero vivere questa verità, non ci sarebbero più paura, dubbio, guerra, morte. Così Rita – prosegue l’Arcivescovo – è diventata donna di pace, che insegna ancora oggi a sostituire il male con il bene, il risentimento con il perdono, l’egoismo con la gratuità». Al termine della celebrazione eucaristica mons. Boccardo ha benedetto le innumerevoli rose sventolate in aria dai pellegrini e, insieme agli altri sacerdoti, si è recato all’interno dell’urna della Santa per recitare la supplica a colei che viene invocata come “avvocata dei poveri e dei disperati”. Nutrita anche la presenza delle autorità civili e militari alla festa di Cascia, tra cui: la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, il sindaco del luogo, prof. Gino Emili, rappresentati del Comune di Genova.Compostezza e silenzioComportamento esemplare dei pellegrini che hanno invaso Cascia il giorno della festa di S. Rita. Con il rosario in mano e con grande compostezza si sono messi in fila per accedere all’urna della Santa, per attingere al suo pozzo spirituale quella pace e quel perdono che hanno caratterizzato la sua vita di ragazza, di sposa, di madre, di vedova e di monaca. Con le lacrime agli occhi, si sono inchinati dinanzi alle spoglie mortali di questa donna mite e forte. Hanno poi preso posto nelle seggiole sistemate lungo il viale della basilica, da dove hanno assistito al solenne pontificale presieduto da mons. Boccardo.

AUTORE: Francesco Carlini